Una ricerca appena pubblicata su Annals of Internal Medicine da Chad R. Wells, del Center for Infectious Disease Modeling and Analysis presso la Yale School of Public Health, a New Haven (USA), e colleghi, ha valutato le strategie ottimali per implementare le vaccinazioni annuali contro il COVID-19, enfatizzando l'efficacia di una seconda dose per bambini al di sotto dei 2 anni e adulti sopra i 50 anni.
La Food and Drug Administration ha proposto una vaccinazione annuale a dose singola contro SARS-CoV-2, come quella per l'influenza, con una potenziale seconda dose per i soggetti a rischio di esiti gravi, compresi i bambini di età inferiore ai 2 anni e gli adulti di 50 anni o più. Stabilire modelli di vaccinazione diffusa prima di questi cicli annuali può ridurre l'onere della malattia. Tuttavia, l'efficacia di questa strategia rimane indeterminata, in quanto non si conosce la tempistica di un'ondata e la possibilità di epidemie di COVID-19 semestrali.
Attraverso un modello di trasmissione dinamico strutturato per età, il team di ricerca ha valutato l'impatto di varie strategie di vaccinazione sulla popolazione statunitense, riflettendo i pattern demografici e i comportamenti di contatto interpersonali. Il focus principale dello studio era valutare i benefici sanitari ed economici di una seconda dose di vaccino, oltre a ottimizzare i tempi di somministrazione per massimizzare l'efficacia.
I risultati indicano che il periodo ottimale tra la prima e la seconda dose, destinata ai bambini sotto i 2 anni e agli adulti oltre i 50, è di 5 mesi. Rispetto alla campagna di vaccinazione con dose singola, l'inclusione di un booster secondario è associata a una significativa riduzione delle ospedalizzazioni, precisamente 123.869 in meno, e dei decessi, con un calo di 5.524 casi, permettendo un risparmio stimato di 3,63 miliardi di dollari in costi diretti per la sanità in un solo anno.
Annals of Internal Medicine 2024. doi: 10.7326/M23-2451
http://doi.org/10.7326/M23-2451