Un consiglio apparentemente innocuo, "non pensarci", può rivelarsi disastroso quando si tratta di prevenire il melanoma, il più pericoloso dei tumori cutanei. Un nuovo studio internazionale, al quale hanno partecipato ricercatori dell'Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli, ha evidenziato le drammatiche conseguenze dei ritardi diagnostici e dei controlli saltati durante il periodo della pandemia COVID-19.
Secondo la ricerca, condotta tra il 2020 e il 2021, nei 31 paesi europei coinvolti, tra cui l'Italia, si sono persi oltre 111.000 anni di vita a causa di ritardi nelle diagnosi e nelle cure, con un costo totale di 7,1 miliardi di euro. In Italia, solamente nel suddetto periodo, sono stati persi ben 15.000 anni di vita.
Per attirare l'attenzione sull'importanza vitale della prevenzione e della diagnosi precoce, la Fondazione Melanoma e l'Istituto Tumori Pascale di Napoli hanno collaborato alla realizzazione di un cortometraggio intitolato "Su noi due". La pellicola, della durata di poco più di dieci minuti, presenta due volti noti della televisione italiana, Lara Sansone e Miriam Candurro, nei ruoli di Anna e Teresa, due amiche il cui approccio alla prevenzione del melanoma è completamente diverso.
Mentre Anna, interpretata da Miriam Candurro, è attenta e scrupolosa nei confronti della sua salute cutanea, Teresa, interpretata da Lara Sansone, trascura i controlli e affronta la malattia in uno stadio avanzato. Il consiglio di Teresa di "non pensarci" di fronte alle preoccupazioni di Anna su un neo sospetto si rivela un grave errore.
“Pensarci è invece proprio quello che dobbiamo fare noi tutti”, sottolinea Paolo Ascierto, presidente Fondazione Melanoma e direttore dell'Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell'Istituto Pascale –. Anche per il melanoma, infatti, prevenire è meglio che curare. Perché nonostante questo tumore non ci spaventi più come in passato grazie alla disponibilità di farmaci innovativi, in primis l'immunoterapia che è in grado di guarire il 50% dei pazienti con malattia metastatica, la prevenzione e la diagnosi precoce restano le nostre migliori armi”.
Più tardi si arriva alla diagnosi, più la malattia progredisce e diventa più complicato curarla. Proprio come è successo – e sta succedendo – alle migliaia di pazienti durante pandemia, a causa delle restrizioni, della carenza di personale e della paura di ammalarsi di Covid, hanno rimandato lo screening. “Il nostro studio, basato sui dati di 50.072 pazienti europei, stima che in circa il 17% delle persone con melanoma il cancro sarebbe progredito a uno stadio più alto nel periodo 2020-2021 a causa di soli 2 o 3 mesi di ritardi nella diagnosi o nel trattamento – precisa Ascierto –. Ci deve allarmare il fatto che, per una sola malattia, si siano persi così tanti anni di vita”
Il melanoma, terzo tumore più comune al di sotto dei 50 anni In Italia, nonostante i progressi nella terapia, resta una minaccia significativa. La prevenzione e la diagnosi precoce rimangono le armi più efficaci contro questa malattia. Marzo e aprile sono i mesi ideali per sottoporsi alla mappatura dei nei, un esame non invasivo che consente di individuare anomalie e irregolarità cutanee, incluso il melanoma.
Il cortometraggio "Su noi due" è un appello urgente a tutti noi affinché non sottovalutiamo mai i segnali del nostro corpo e ci impegniamo attivamente nella prevenzione del melanoma. La nostra vita dipende dalla nostra prontezza nel rispondere ai campanelli d'allarme della nostra pelle.