Dopo 16 giorni di chiusura delle scuole per le vacanze natalizie oggi i circa 7 milioni di studenti di ogni ordine e grado sono rientrati sui banchi. A preoccupare sono le influenze stagionali e i vari virus respiratori che stanno circolando nella popolazione e che rischiano di avere un boom con la riapertura degli istituti. Per gli esperti il picco non è lontano. L'influenza continua a farsi sentire e "con il ritorno a scuola dei bambini e dei ragazzi, la ripresa a pieno ritmo del lavoro e gli autobus di nuovo pieni, possiamo aspettarci una piccola impennata di casi", spiega all'Adnkronos Salute Massimo Ciccozzi, responsabile dell'Unità di Statistica medica ed epidemiologia della Facoltà di medicina e chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma. Del resto "ancora non è stato raggiunto il picco dell'epidemia stagionale", precisa l'esperto. La ripresa delle attività scolastiche "favorirà la diffusione non solo dell'influenza ma anche dei tanti virus respiratori che stanno circolando, come l'adenovirus, i sinciziali respiratori, ma anche patogeni gastrointestinali". Per quanto riguarda il picco, invece, "non è stato raggiunto: per averne la certezza serve avere dati che certifichino la discesa dei casi. E questo non sta avvenendo. I dati dell'Istituto superiore di Sanità sono chiari, è tutto ancora in aumento. Aspettiamo di vedere cosa succederà con l'apertura delle scuole e quando comincerà la discesa", conclude Ciccozzi che però invita ancora a vaccinarsi.
Anche per Anna Teresa Palamara, direttrice del Dipartimento Malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità, “è difficile prevedere quando ci sarà il picco”, ma “è probabile che nelle prossime settimane ci sarà ancora una circolazione sostenuta dei virus respiratori, specie con la riapertura delle scuole". Palamara per le prossime settimane consiglia ancora prudenza, specie per le persone più fragili, come ad esempio i bambini più piccoli: "È bene evitare di stare a stretto contatto con loro quando si hanno sintomi respiratori. Bisogna inoltre rivolgersi al proprio medico cercando di non intasare i pronto soccorso e non utilizzare antibiotici se non dietro prescrizione medica", spiega.
Per epidemia influenzale "il peggio sembra essere passato", anche se "il rientro a scuola e al lavoro potrebbe ritardare il calo dei casi", conferma all'Adnkronos Salute anche Pier Luigi Lopalco, docente di Igiene all'Università del Salento. "Siamo ormai nel pieno del picco stagionale. Durante le vacanze i contatti sociali sono stati comunque molto intensi. La ripresa delle attività potrà prolungare la durata di questa fase, ma è difficile che si verifichi una impennata ancora maggiore", conclude sottolineando che "resta ancora valido il richiamo alla vaccinazione sia per influenza che per Covid-19. Quest'ultimo in particolare ha un andamento diverso e assai difficilmente prevedibile".
"Stiamo viaggiando molto alti come circolazione dei virus influenzali, mi auguro che la scuola non faccia da volano alla diffusione di virus influenzali, parainfluenzali e di altri microrganismi”, dichiara Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive ospedale policlinico San Martino di Genova. Per il medico, “si deve dare una raccomandazione forte alle mamme e ai papà: se i figli non stanno bene di tenerli a casa o di mandarli a scuola con la mascherina. Perché il rischio è che questa settimana si possano disseminare ulteriormente i virus respiratori con bambini che si infettano o si reinfettano a scuola e portano a casa il problema. Abbiamo davanti questa incognita importante, speriamo bene".