Alessandro Ripani e
Francesca Zanni sono i due italiani esperti del Technical Advisory Group composto da 17 esperti internazionali chiamati a elaborare la nuova strategia dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e il piano d'azione 2024-2029 nella regione europea per rafforzare la preparazione, la risposta e la resilienza alle emergenze sanitarie. "Il 27 e 28 giugno c'è stato il primo incontro del Gruppo di lavoro presso l'Ufficio regionale dell'Oms per l'Europa di Copenaghen. Il nostro compito è consigliare l'Organizzazione sullo sviluppo della strategia e del piano d'azione - afferma Ripani - tenendo conto dei processi globali in corso e adattando queste esigenze alla regione europea dell'Oms. Anche per questo lavoreremo in stretta relazione con le raccomandazioni del Pan-european Commission on health and sustainable development dell'Oms presieduto dal professor
Mario Monti".
Ripani arriva dall'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e del Molise 'G. Caporale' di Teramo, invece, Francesca Zanni è Medical resident in Public health all'Università di Bologna. "Il nostro lavoro - continua Ripani - sarà in linea con i principi chiave dell'architettura globale emergente per la preparazione, la risposta e la resilienza alle emergenze sanitarie, focalizzandoci su aspetti quali il buon governo, i sistemi efficaci e la sostenibilità finanziaria, attraverso un approccio All-hazards e One health, ovvero un approccio che tenga conto di tutti i possibili rischi anche nelle fasi pre emergenziali nell'ottica della salute unica: l'integrazione tra medicina umana e medicina veterinaria su specifiche tematiche è un processo inarrestabile. È quindi necessaria la condivisione di conoscenze, tecnologie diagnostiche e materiale biologico", spiega l'esperto teramano.
L'Oms - sottolinea una nota dell'Izs abruzzese - intende ripensare e ristabilire strategie regionali di preparazione e risposta alle emergenze sanitarie basate sulle lezioni apprese dalla pandemia da Covid-19, nella convinzione che sarà necessario uno sforzo mirato per affrontare le lacune individuate durante le quattro fasi del ciclo dell'emergenza: prevenzione, preparazione, risposta e recupero. Il Covid-19 e altre emergenze recenti hanno reso evidente l'importanza di un approccio a doppio binario alle crisi sanitarie. Ciò implica prontezza e agilità nel sistema sanitario per fornire servizi essenziali, rispondendo efficacemente alle emergenze in evoluzione. La chiave per affrontare le sfide in tutte e quattro le fasi del ciclo di emergenza è il rafforzamento dei sistemi sanitari, con particolare attenzione a una forza lavoro flessibile e a nuove modalità di erogazione dei servizi attraverso un approccio di assistenza sanitaria primaria.