Professione medica
06/10/2022

Stress, burn out, insonnia, impatto della pandemia sul benessere mentale. I nuovi dati del Stada Health Report 2022

La pandemia Covid-19 ha avuto un impatto negativo sulla salute mentale degli italiani: gli episodi di burnout sono aumentati del 10% dal 2021 al 2022, sono cresciuti i livelli di stress, soprattutto tra le donne, è peggiorata la qualità del sonno. Ad aggravare le preoccupazioni dei cittadini anche le conseguenze dei cambiamenti climatici sulla salute, a cui si sono aggiunte le criticità finanziare. Resta alta la fiducia nelle figure professionali in materia di salute: tra le più affidabili gli operatori sanitari, personale ospedaliero e assistenziale (60%), i Medici di Medicina Generale (58%) e i farmacisti (51%). Sono alcuni dati che emergono dall'edizione 2022 dello STADA Health Report, un sondaggio promosso dal Gruppo STADA, in collaborazione con InSites Consulting, tra marzo e aprile di quest'anno su un campione di circa 30.000 persone provenienti da 15 Paesi per indagare il punto di vista dei cittadini su temi chiave legati alla salute. I risultati del nostro Paese, relativi a 2.000 intervistati, sono stati resi noti a Milano in occasione di una conferenza stampa.

Rispetto al 2021 i livelli di burnout sono aumentati del 10%, passando dal 49% al 59%: a risentirne maggiormente è il sesso femminile, con 7 donne su 10 che dichiarano di aver vissuto un episodio di burnout contro il 48% degli uomini, e la fascia di età più giovane, compresa tra i 18 e i 34 anni (70%), rispetto agli over 55 (49%).

Per oltre la metà degli italiani intervistati (52%) i livelli di stress sono in aumento rispetto all'inizio della pandemia; ancora una volta sono le donne a pagare il prezzo più alto: il 62% si sente maggiormente stressato, contro il 42% degli uomini.
Almeno un italiano su 5 ha subìto conseguenze sociali e psicologiche a causa delle restrizioni imposte da Covid-19 (22%) e perdite o difficoltà finanziarie legate all'emergenza sanitaria (21%).

Tra le principali problematiche riscontrate dagli italiani durante la pandemia, il 36% del campione intervistato si è visto costretto a rimandare o annullare visite mediche per ridurre il rischio di contagio mentre il 25% ha avuto problemi a mantenere uno stile di vita sano, come seguire un'alimentazione bilanciata o fare una regolare attività fisica. In particolare, sono le persone di età compresa tra i 18 e i 34 anni ad aver accusato difficoltà legate all'assistenza sanitaria (75% del campione) e a condurre una vita salutare.
La ricerca ha evidenziato una predisposizione - soprattutto la fascia di età più giovane - a parlare di problematiche legate al proprio benessere mentale, in particolare con psicologi o psichiatri (52% dei casi), con il medico di famiglia o il farmacista di fiducia (49%) o con il partner (35%).

Per apportare benefici alla propria salute psichica, la principale strategia è adottare una dieta sana (56% del campione), una migliore regolarità del sonno (36%), integratori alimentari (35%) e attività fisica cardio (31%) oppure olistica, come yoga e pilates (27%).

L'impatto negativo ha pesato, in particolare, sulla qualità del sonno, soprattutto per il sesso femminile: il 56% delle donne dichiara di riposare bene di contro il 63% degli uomini. Tra le principali cause, la sensazione di ansia (42%), problematiche legate alla routine quotidiana (38%) e di carattere economico (25%).
Tuttavia, non c'è solo la pandemia da Covid-19 a impensierire il campione intervistato: anche le conseguenze dei cambiamenti climatici e il loro potenziale impatto sulla salute - in primis il peggioramento della qualità delle risorse idriche, la maggiore vulnerabilità alle epidemie e nuove malattie emergenti - accrescono la preoccupazione degli italiani.

Infine, dalla ricerca emerge come la maggior parte degli intervistati continui ad avere fiducia delle figure professionali in materia di salute: tra le più affidabili e a riscuotere maggiore stima troviamo gli scienziati (64%), operatori sanitari, personale ospedaliero e assistenziale (60%), i Medici di Medicina Generale (58%) e i farmacisti (51%).

Lo STADA Health Report dello scorso anno, commenta Salvatore Butti, General Manager & Managing Director di EG STADA Group "aveva fornito una prima fotografia degli effetti a breve termine della pandemia sulla vita degli italiani a un anno dall'inizio dell'emergenza sanitaria, l'edizione 2022 ha approfondito le conseguenze di questo periodo così complesso, evidenziando come Covid-19 abbia inciso moltissimo sul benessere non solo fisico ma anche psicologico delle persone e come la salute mentale sia un bene da custodire con attenzione, tante e notevoli sono le sue ricadute sull'intero organismo. Attraverso lo STADA Health Report abbiamo cercato di cogliere ancora una volta i bisogni e le esigenze di salute degli italiani, a testimonianza del nostro continuo impegno a prenderci cura del benessere della collettività in linea con la purpose che guida l'operato di tutto il Gruppo STADA, 'Caring for People's Health'".
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