Oltre cento medici radiati o sospesi in un Paese europeo hanno continuato a esercitare in un altro Stato. Lo documenta un'inchiesta internazionale coordinata dall'Organized Crime and Corruption Reporting Project (OCCRP), che ha analizzato il funzionamento dei sistemi di controllo tra i Paesi europei.
Tra i casi più recenti riportati da Medscape figura quello di un medico radiato in Francia nel 2024 per fatti legati a violenza sessuale durante l'esercizio della professione che continua a esercitare in Belgio.
Situazioni di questo tipo dovrebbero essere intercettate dal sistema IMI (Internal Market Information System), la piattaforma europea utilizzata per lo scambio di informazioni sui professionisti sottoposti a provvedimenti disciplinari. Gli Stati membri sono infatti tenuti a comunicare agli altri Paesi dell'Unione le sospensioni e le radiazioni che possono incidere sull'esercizio della professione.
Già nel giugno 2017 la FNOMCeO, richiamando una comunicazione del Ministero della Salute, ricordava che la normativa europea prevede un meccanismo di allerta finalizzato proprio a evitare che un professionista sospeso o radiato in uno Stato membro possa continuare a esercitare in un altro Paese dell'Unione. Nella stessa comunicazione la Federazione spiegava di aver realizzato un database dedicato alle segnalazioni IMI per supportare gli Ordini provinciali nelle verifiche relative ai professionisti provenienti dall'estero.
Secondo quanto previsto dal sistema, un provvedimento disciplinare adottato da un'autorità competente dovrebbe essere trasmesso agli altri Stati membri affinché possa essere valutato nell'ambito delle procedure di iscrizione agli Albi professionali.
L'inchiesta OCCRP evidenzia tuttavia come permangano criticità nell'applicazione pratica del meccanismo. Le difficoltà riguarderebbero sia la trasmissione delle informazioni sia la loro effettiva utilizzazione da parte delle autorità competenti nei diversi Paesi.
In Italia il tema si intreccia con il funzionamento della Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie (CCEPS), l'organo che esamina i ricorsi contro le sanzioni disciplinari degli Ordini professionali.
Nell'ottobre 2025 il presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, intervenendo su RaiNews24, aveva richiamato l'attenzione sull'elevato numero di procedimenti pendenti davanti alla Commissione. Anelli aveva ricordato che il ricorso alla CCEPS sospende l'efficacia della sanzione fino alla decisione definitiva e che i ritardi accumulati negli anni rischiano di rallentare l'esecuzione dei provvedimenti disciplinari più gravi.
Per affrontare il problema è stata prevista una sezione stralcio della Commissione con il compito di accelerare l'esame dei procedimenti arretrati e consentire una più rapida definizione dei ricorsi pendenti.
L'inchiesta internazionale riporta il tema all'attenzione delle istituzioni europee e degli organismi professionali nazionali, mentre restano aperte le questioni legate all'efficacia dello scambio di informazioni tra Stati membri e alla tempestività dei procedimenti disciplinari.