Attualità
Sanità
10/04/2022

Pnrr, le Regioni scommettono sulla sanità. Ecco i progetti bandiera

C'è un Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza fin qui passato in secondo piano che interessa la riforma dei servizi sanitari ma non fa parte della missione 6.

In particolare, ci sono temi sanitari in parte nei progetti-bandiera disegnati dalle regioni e province autonome, uno per ciascuna, e coordinati dalla ministra per le Autonomie Maria Stella Gelmini. E in parte nella missione 5.3 relativa alla coesione territoriale che è in mano al Ministero omonimo guidato da Mara Carfagna.

Nell'ambito dei Progetti Bandiera, almeno tre regioni -Liguria, Lazio, Lombardia- hanno presentato idee di interesse sanitario. Nel complesso, 4,3 miliardi sono andati a regioni che hanno presentato progetti di transizione ecologica (di cui Puglia, Basilicata, Umbria, e Friuli VG sull'idrogeno, Calabria, Abruzzo e Molise contro le perdite delle reti idriche), 0,45 miliardi sono andati a progetti di transizione digitale (le regioni alpine rivedranno i loro sistemi informatici), 4 miliardi per la formazione e 0,3 miliardi alla sanità. Questi ultimi sosterranno gli investimenti della Liguria per un centro nazionale di medicina computazionale da sviluppare a Genova al Parco Erzelli, nell'entroterra di Ponente (450 milioni), e della Lombardia per creare un Centro nazionale di lotta alle malattie infettive (85 milioni). In campo "Istruzione", il Lazio investirà 347 milioni per creare l'area tecnologica "10 km di Scienza" a Sud Est di Roma, più o meno lungo l'imbocco dell'Autosole in direzione Napoli, comprendente le sedi di Università di Tor Vergata, CNR, Enea, Infn, Inaf ed Asi. La Ministra Gelmini ha firmato con i Ministeri interessati i relativi protocolli; per la sanità i progetti bandiera investono campi come digitalizzazione, ammodernamento parco tecnologico, diffusione del Fascicolo sanitario, monitoraggio dei livelli essenziali di assistenza. Ogni regione ha dunque un progetto simbolo. La Lombardia, duramente colpita dalla prima ondata di Covid-19 nel 2020, ha deciso di costruire un centro che sorveglia l'andamento delle malattie infettive, elabora programmi di "preparedness" per prevenirle, cura il tracciamento molecolare dei nuovi virus, e delle malattie infettive refertate su 10 milioni di residenti, ma anche la ricerca clinica a partire dalla prima fase e, in prospettiva, lo sviluppo dei vaccini. La Liguria scommette sui big data e sulla medicina personalizzata; obiettivo, utilizzare i modelli matematici delle risposte fisiologiche, patologiche, farmacologiche nel costruire percorsi gestionali per cure di precisione disegnando le risposte terapeutiche in base alle caratteristiche del singolo paziente. Nel progetto laziale, infine, la medicina e l'assistenza sono solo una parte di un disegno più ampio che coinvolge la fisica, l'ingegneria, l'informatica e lo sviluppo di modelli di mobilità sostenibile. Ma hanno importanti articolazioni sanitarie, come minimo, anche i progetti delle pubbliche amministrazioni in Val d'Aosta, Trentino e Provincia di Bolzano.

Intanto, di fronte alle commissioni 5 (Bilancio) e 14 (Politiche comunitarie) del Senato, la ministra Carfagna in audizione ha presentato un"punto" sulla realizzazione del PNRR nelle aree interne e nel Mezzogiorno con particolare riferimento ai comuni delle zone economiche speciali-ZES, delle quali sono stati appena nominati gli otto commissari, uno per regione. Site vicino a porti di Sud ed Isole, queste aree godranno di sgravi su Iva e dazi doganali e di un credito d'imposta sui grandi investimenti, il cui tetto è stato elevato a 100 milioni; si è poi soffermata sul finanziamento speciale per il Mezzogiorno, pari al 40% dei fondi del PNRR su molte voci (a fronte di una popolazione pari al 34% dei residenti in Italia) e a 630 milioni aggiuntivi per le grandi opere, e sul rispetto di questa proporzione nell'ambito della missione Coesione Territoriale del PNRR, che a sua volta, fra i tanti temi, tocca strutture sanitarie di prossimità e farmacie rurali, destinatarie di un intervento da 100 milioni di euro per potenziare i propri servizi, distributivi e cognitivi (ad esempio la compliance della sparsa popolazione assistita): fin qui, nel bando, solo un quarto i progetti presentati da farmacie del Sud. Carfagna ha illustrato come il governo sorvegli affinché il Sud riesca a sviluppare i propri progetti sia a valle sia preventivamente, attraverso il suo dicastero, la Presidenza del Consiglio, il Ministero dell'Economia e le stesse amministrazioni titolari degli interventi. Sollecitata sull'uso dell'indice di vulnerabilità nella ripartizione dei fondi PNRR, che a detta di alcuni parlamentari avrebbe svantaggiato il Nord, Carfagna afferma che «la misura della sofferenza di determinati territori, è indispensabile per valutare profondità ed ampiezza dei divari, e se il PNRR è chiamato colmare i divari è coerente inserire tale misura tra i criteri di riparto».
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