
Cambia lo standard di cura in prima linea nel tumore del colon retto. L'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità di pembrolizumab, terapia immunoterapica anti-PD-1 di MSD, per il trattamento dei pazienti con tumore del colon-retto metastatico con elevata instabilità dei microsatelliti (MSI-H) o deficit di riparazione del mismatch (dMMR). Si tratta della prima approvazione dell'immunoterapia in questo tumore molto frequente, che ogni anno in Italia colpisce 43.700 persone. L'approvazione di pembrolizumab da parte della Commissione europea era arrivata a gennaio 2021 dopo la presentazione dei risultati dello studio KEYNOTE-177. Questo tipo di neoplasia è associata a una diminuzione della sopravvivenza e a una minore risposta alla chemioterapia convenzionale.Da qui l'importanza della decisione di AIFA, che rende disponibile una nuova arma e consente di evitare la chemioterapia a una parte delle persone colpite dalla neoplasia in fase avanzata.
Matteo Fassan, Professore Ordinario di Anatomia Patologica all'Università degli Studi di Padova e coordinatore nazionale del gruppo di studio dei patologi dell'apparato digerente di SIAPeC-IAP (Società Italiana di Anatomia Patologica e Citopatologia Diagnostica) afferma «L'esecuzione dei test per la valutazione del deficit di riparazione del mismatch era già raccomandata nella classificazione dei tumori gastrointestinali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità pubblicata nel 2019 per tutti gli adenocarcinomi del colon. E oggi diventa ancora più importante in seguito alla rimborsabilità di pembrolizumab da parte di AIFA».
«Grazie all'approvazione di AIFA, pembrolizumab diventa il nuovo standard di cura dei pazienti con carcinoma colorettale metastatico con elevata instabilità dei microsatelliti o deficit del 'mismatch repair'» spiega il prof.
Fortunato Ciardiello, che è sperimentatore principale dello studio KEYNOTE-177 per l'Italia che continua «Nello studio, anche la percentuale dei pazienti che hanno riportato una diminuzione delle dimensioni del tumore (tasso di risposta obiettiva) era migliore con pembrolizumab, pari al 44% rispetto al 33% con chemioterapia. L'11% dei pazienti trattati con pembrolizumab ha mostrato risposta completa (nessun tumore rilevabile) rispetto al 4% di coloro che hanno ricevuto chemioterapia. Inoltre, nel 33% delle persone sottoposte a immunoterapia vi è stata una riduzione delle dimensioni del tumore (risposta parziale) rispetto al 29% trattate con terapia standard».