
Con il voto agli emendamenti, è ripreso alla Camera il cammino del progetto di legge sul fine vita. Contrario e compatto il centrodestra, rafforzato dallo stop della Corte costituzionale al referendum sull'eutanasia. Il M5s con Conte fa appello al dialogo, anche il presidente della Camera,
Roberto Fico è da sempre 'sponsor' del provvedimento. «Bisogna andare fino in fondo, perché il Parlamento ha il dovere morale e politico di approvare una legge che il Paese attende», ammonisce. Al tutto, si aggiunge l'altolà del Vaticano che ribalta l'argomentazione che il suicidio medicalmente assistito e l'eutanasia siano «forme di solidarietà sociale o di carità cristiana». Per il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita «altre sono le strade della medicina degli inguaribili e del farsi prossimo ai sofferenti e ai morenti». E sentenzia: «La vita è un diritto, non la morte». La Corte ha ritenuto inammissibile il quesito «perché, a seguito dell'abrogazione, ancorché parziale, della norma sull'omicidio del consenziente, cui il quesito mira, non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili».
Dal suo canto, il presidente della Consulta
Giuliano Amato ha commentato: «Leggere o sentire che chi ha preso la decisione non sa cosa è la sofferenza ci ha ferito ingiustamente. Il referendum non era sull'eutanasia ma sull'omicidio del consenziente». «L'omicidio del consenziente sarebbe stato lecito in casi ben più numerosi e diversi da quelli dell'eutanasia», ha aggiunto. Lo stop potrebbe diventare un'arma a doppio taglio per favorevoli e contrari. Per i primi potrebbe essere uno stimolo al Parlamento a legiferare, sulla scia del tweet di
Enrico Letta: «La bocciatura da parte della Corte Costituzionale deve ora spingere il Parlamento ad approvare la legge sul suicidio assistito secondo le indicazioni della Corte stessa». Il testo in effetti recepisce le indicazioni della Consulta espresse nella sentenza del 2019 sul caso di dj Fabo e di
Marco Cappato che l'aveva aiutato a morire e che prevede la non punibilità del suicidio assistito, se ci sono alcuni requisiti. Il relatore
Alfredo Bazoli del Pd assicura che il testo è migliorabile senza stravolgerlo: «Intendiamo mantenere in vita l'impianto figlio della mediazione raggiunta in commissione, che non significa escludere emendamenti suscettibili di valutazione e approvazione. Ma non quelli riguardanti le condizioni di accesso al suicidio assistito». Avanti per la sua strada la Lega, forte dei suoi 43 emendamenti presentati e soprattutto dei 5 referendum sulla giustizia, su 6, ammessi al voto. «Il referendum bocciato sulla eutanasia rafforza la nostra posizione e useremo questa argomentazione», non nasconde il deputato
Roberto Turri. Resta l'amarezza dell'Associazione Coscioni, che denuncia il testo all'esame della Camera come «peggiorativo rispetto ai diritti a oggi conquistati nei tribunali e in generale rispetto all'attuale assetto costituzionale». Più duro Marco Cappato, tesoriere dell'associazione che attacca apertamente il presidente della Consulta, Giuliano Amato: «E' una personalità molto politica, e questa è una decisione politica».
Legalizzata per la prima volta in Olanda vent'anni fa, l'eutanasia diretta è riconosciuta soltanto in altri quattro Paesi europei: Belgio, Lussemburgo, Spagna e Svizzera. Altri, come la Germania e la Francia, non la possono vietare in base a decisioni delle rispettive Corti costituzionali. L'Olanda è stata il primo Paese a legalizzare nel 2001 l'eutanasia attiva e il suicidio assistito e, due anni più tardi, ad approvare il "protocollo di Groningen" sull'eutanasia infantile. Le due pratiche possono essere chieste da chiunque abbia almeno dodici anni, purché ne provi la necessità e risieda nel Paese. In Francia, nel 2005 ha introdotto con la legge Leonetti il concetto di diritto al "lasciar morire", che favorisce le cure palliative. La Germania tollera l'eutanasia passiva su richiesta del paziente. In Portogallo sono condannate sia l'eutanasia passiva sia quella attiva, ma è consentito a un comitato etico di interrompere le cure in casi disperati. In Irlanda l'eutanasia resta illegale. In Gran Bretagna l'eutanasia è illegale in tutto il territorio del Regno Unito, ma l'interruzione delle cure a certe condizioni è autorizzata dal 2002 e si è introdotto anche il concetto dell'aiuto al suicidio "per compassione". Dal 2010 le sanzioni sono meno dure che in passato. A novembre 2021 la legge sul suicidio assistito è passata in seconda lettura alla Camera dei Lord: punta a legalizzare la pratica per adulti malati terminali e mentalmente abili nei loro ultimi sei mesi di vita.