Governo e Parlamento
06/02/2022

Ipotesi sulle origini della variante che sta mettendo in apprensione il pianeta

Come previsto e descritto negli ultimi due Blind Spot del 2021 una nuova "variante preoccupante" del Sars-Cov-2 è emersa e si sta diffondendo rapidamente. Omicron è stata designata come una variante di preoccupazione pochi giorni dopo essere stata identificata. Cerchiamo di capire come mai.

Il primo dato rilevante sono le oltre trenta mutazioni che Omicron possiede nella proteina Spike, che è il bersaglio per i nostri anticorpi monoclonali e per i vaccini che quindi potrebbero funzionare di meno o non funzionare per niente. Omicron emerge tra il Sud Africa e il Botswana, non si sa precisamente dove e come; una delle teorie più accreditate è che un individuo affetto contemporaneamente da Hiv-Aids e con una grave soppressione del sistema immunitario sia stato infettato per un periodo di tempo prolungato, forse quasi un anno, dando modo al virus di completare una lunghissima evoluzione selettiva. In tutte le condizioni cliniche in cui l'organismo umano non è in grado di eliminare i virus, questi si moltiplicano e mutano continuamente.

Dato che ci sono milioni di pazienti immunosoppressi in tutto il mondo dobbiamo stare molto attenti al fatto che una simile eventualità stia avvenendo in questo momento in molti di loro per dare origine ad altre varianti preoccupanti. Abbiamo pazienti trapiantati e altri che immunosopprimiamo con farmaci che usiamo apposta per questo. In generale, questo sottolinea l'importanza non solo di vaccinare gli individui immunosoppressi, ma anche di continuare a usare gli interventi non farmacologici (mascherine, distanziamento sociale, igiene delle mani...). Con una parte così piccola della popolazione mondiale vaccinata (circa il 43 per cento ha fatto almeno un'iniezione, ma solo il 2 per cento nei Paesi a basso reddito), il virus non ha nessun incentivo evoluzionistico per superare il sistema immunitario di coloro che sono stati vaccinati. È più facile cercare nuovi e migliori modi per infettare miliardi di persone che non hanno ancora nessuna immunità e che, magari, hanno un sistema immunitario debole. Dal punto di vista virale questo è il migliore serbatoio biologico per riprodursi. Dato che le mutazioni avvengono quando c'è replicazione virale, se vogliamo ridurre l'impatto di Omicron e l'emergenza di varianti future dobbiamo limitare la quantità di replicazione virale che si verifica su scala planetaria. Ecco perché far vaccinare tutti quelli che riusciamo e prima possibile in tutto il mondo resta la strategia principale. L'ipotesi dell'ospite immunocompromesso come causa di mutazioni virali non è tuttavia l'unica. L'altra - che ha ricevuto meno attenzioni, ma che è giusto considerare - è la possibilità che si tratti di una zoonosi inversa. Questa ipotesi postula che Sars-CoV-2 sia passato in altri animali nel corso del tempo, evolvendo in modo molto diverso in un ospite animale rispetto alla specie umana e che ora stia rientrando nella nostra popolazione come un virus differente che potrebbe addirittura essere classificato come CoV-3.

Al momento non sappiamo quale delle due ipotesi, peraltro non escludenti una dell'altra, sia la più probabile, ma sappiamo che Omicron presenta una lunga storia evolutiva e una quantità di mutazioni non comuni. Il fatto abbastanza chiaro è che la stragrande maggioranza di queste mutazioni sono avvenute nello stesso individuo o nello stesso ospite. Se si osservano gli alberi filogenetici delle famiglie virali di Sars-Cov-2, Omicron è davvero un ramo molto separato rispetto a quelli delle altre varianti che abbiamo visto in passato.
Ciò richiede alcuni interventi immediati sul piano della salute pubblica per ridurre la diffusione e le conseguenze di Omicron: vaccinare tutti gli individui immunocompromessi e a rischio, autorizzare la III dose booster per chiunque abbia più di 18 anni e aumentare i test e il sequenziamento genomico, che dovrebbero arrivare ad almeno il 15 per cento degli isolati a livello nazionale. Un'altra cosa che potrebbe essere attuata per aumentare e affinare il tracciamento di Omicron a livello internazionale è richiedere un test negativo per la SarsS-CoV-2 ventiquattro e non settantadue ore prima di salire su un aéreo.

Lo spettro dei lockdown e della recessione economica entra nel calcolo del rapporto beneficio/rischio delle valutazioni scientifiche e delle conseguenti decisioni politiche, qualcosa per cui non abbiamo ancora trovato soluzioni chiare e univoche.

di Luca Pani, @Luca__Pani,
Università di Modena e Reggio Emilia, Università di Miami
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