Il Ministero dell’Università sta valutando l’ammissione in graduatoria di tutti i candidati al semestre filtro di Medicina, compresi coloro che non hanno raggiunto la soglia minima di 18 in tutte le tre prove. L’ipotesi nasce dalla necessità di evitare posti vacanti nei corsi di laurea, dopo i risultati molto bassi registrati al primo appello del nuovo sistema di accesso. Secondo i dati finora disponibili, i promossi sono stati circa il 23% in Chimica e Biologia e tra il 10 e il 15% in Fisica, con la conseguente necessità per decine di migliaia di studenti di ripetere il test.
Il semestre filtro, introdotto per superare il numero chiuso e ampliare la platea degli aspiranti medici, rischia così di non garantire la copertura dei 19.757 posti disponibili nelle università pubbliche. Il Ministero starebbe quindi lavorando a una soluzione in vista della pubblicazione dei risultati definitivi, prevista per il 23 dicembre. L’ipotesi avanzata è quella di includere in graduatoria tutti i quasi ventimila candidati del semestre filtro, collocando in fondo coloro che non hanno superato le tre prove. Gli studenti insufficienti dovranno recuperare i debiti formativi attraverso un corso da svolgere tra gennaio e febbraio 2026, seguito da una prova a livello locale per il riconoscimento dei crediti. «Il semestre finisce a febbraio con l’eventuale recupero dei debiti formativi entro quella data», ha confermato la ministra Anna Maria Bernini in un’audizione al Senato.
Sulla situazione interviene anche l’Ordine dei Medici di Agrigento, che definisce il semestre filtro un meccanismo “troppo selettivo”, alla luce di una percentuale di idonei “intorno al 10–15%”. L’Ordine esclude l’accesso libero a Medicina, considerato non sostenibile dal punto di vista formativo, ma chiede una revisione dell’intero modello di selezione. La proposta avanzata dal presidente Santo Pitruzzella è quella di mantenere il numero programmato, prevedendo però test da svolgere dopo l’esame di maturità e domande aggiornate ai programmi scolastici. L’Ordine si dichiara inoltre disponibile a collaborare con istituzioni e università per definire un percorso più coerente con le esigenze del sistema sanitario.
Il dibattito resta aperto in attesa del secondo appello e dei risultati ufficiali. Il Mur dovrà definire nelle prossime settimane la soluzione per evitare che l’attuale impianto organizzativo del semestre filtro produca un numero insufficiente di immatricolati, con ripercussioni sulla programmazione degli accessi e sulla futura disponibilità di professionisti sanitari.