
L'esposizione a lungo termine all'
inquinamento atmosferico sembra essere collegata a una maggiore mortalità, nonostante l'esistenza di standard di qualità dell'aria che dovrebbero limitare i livelli di inquinamento, secondo uno studio pubblicato sul British Medical Journal. I ricercatori hanno trovato prove di tassi di mortalità più elevati tra le persone che erano state esposte a un maggiore inquinamento atmosferico anche se i livelli rientravano tra quelli consentiti dagli attuali standard ufficiali. Anche precedenti studi avevano trovato un'associazione tra l'esposizione a lungo termine all'inquinamento dell'aria (PM2,5 e NO2) e cattive condizioni di salute o morte.
«Le concentrazioni di inquinamento atmosferico sono diminuite notevolmente in Europa dagli anni '90, ma non è chiaro se esista comunque un legame tra inquinamento e cattiva salute o morte a concentrazioni di inquinamento inferiori agli attuali limiti consentiti. Pertanto, abbiamo deciso di valutare l'esistenza di una eventuale associazione tra bassi livelli di concentrazioni di inquinamento atmosferico e decessi» afferma
Maciej Strak, della Utrecht University, primo nome dello studio. L'inquinamento atmosferico di basso livello è stato definito come concentrazioni al di sotto degli attuali valori limite stabiliti dalle linee guida sulla qualità dell'aria dell'Unione europea, dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente degli Stati Uniti e dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Gli esperti hanno analizzato i dati di otto gruppi di persone in sei paesi europei (Svezia, Danimarca, Francia, Paesi Bassi, Germania e Austria) per un totale di 325.367 adulti, seguiti per un periodo di quasi 20 anni. Circa il 14,5% delle persone è morto durante il periodo di studio. L'analisi dei dati ha mostrato che chi aveva avuto una maggiore esposizione al particolato (PM2,5), al biossido di azoto e al nerofumo aveva maggiori probabilità di decesso. Per le persone che sono state esposte a livelli di inquinamento inferiori allo standard statunitense di 12 µg/m3, un aumento di 5 µg/m3 di PM2,5 è stato associato a un aumento del 29,6% delle morti naturali. Nelle persone esposte al biossido di azoto a meno della metà dell'attuale standard europeo di 40 µg/m3, un aumento di 10 µg/m3 del biossido di azoto è stato associato a un aumento del 9,9% delle morti naturali.
BMJ 2021. Doi: 10.1136/bmj.n1904
http://dx.doi.org/10.1136/bmj.n1904