«Siamo entrati nella quarta ondata». Parla così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, illustrando l'incremento dei nuovi casi di Covid, da 19.390 a 31.963 in una settimana e di decessi da 76 a 111. In aumento anche i casi attualmente positivi (70.310 vs 49.310), le persone in isolamento domiciliare (68.510 vs 47.951), i ricoveri con sintomi (1.611 vs 1.194) e le terapie intensive (189 vs 165). Dati che Cartabellotta considera comunque «sottostimati» per via «dell'insufficiente attività di testing e della mancata ripresa del tracciamento dei contatti». In altre parole, precisa il numero uno della Fondazione Gimbe: «Il virus circola più di quanto documentato dai nuovi casi identificati». La campagna vaccinale non riesce ad accelerare tra esitazione vaccinale e incertezze sui tempi di consegna. Per la riapertura delle scuole in presenza, secondo la Fondazione, è rischioso puntare solo sulla vaccinazione di studenti e personale scolastico.Nella settimana 21-27 luglio, rispetto alla precedente, in tutte le Regioni eccetto il Molise si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi e in 40 Province l'incidenza supera i 50 casi per 100.000 abitanti. Tre Province fanno registrare oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Caltanissetta (272), Cagliari (257) e Ragusa (193). Dopo 15 settimane di calo, tornano a salire anche i decessi, con una media di 16 al giorno rispetto agli 11 della settimana precedente. «Dopo i primi segnali di risalita registrati la scorsa settimana - afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE - si conferma un lieve incremento dei ricoveri che documentano l'impatto ospedaliero dell'aumentata circolazione virale». Complessivamente, il numero di posti letto occupati da parte di pazienti COVID in area medica è passato dai 1.088 del 16 luglio ai 1.611 del 27 luglio e quello delle terapie intensive dai 151 del 14 luglio ai 189 del 27 luglio, anche se le percentuali rimangono molto basse: a livello nazionale 3% in area medica e 2% nelle terapie intensive, con tutte le Regioni che registrano valori nettamente inferiori al 15% per l'area medica e al 10% per l'area critica. «Gli ingressi giornalieri in terapia intensiva - spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE - continuano lentamente a crescere: la media mobile a 7 giorni è di 14 ingressi/die rispetto ai 10 della settimana precedente».
Per quanto concerne le somministrazioni, al 28 luglio il 63,6% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino e il 52,3% ha completato il ciclo vaccinale. In lieve calo nell'ultima settimana il numero di somministrazioni (n. 3.720.954), con una media mobile a 7 giorni di 528.285 inoculazioni/die. «Il numero di somministrazioni giornaliere - precisa Cartabellotta - stabile ormai da settimane, non riesce a decollare sia per il mancato utilizzo dei vaccini a vettore adenovirale per le prime dosi, sia per la limitata disponibilità di quelli a mRNA». In particolare, AstraZeneca viene impiegato quasi esclusivamente per i richiami, le somministrazioni di Johnson & Johnson sono ormai esigue e la scarsa disponibilità di dosi di vaccini a mRNA ostacola, nel breve termine, la possibilità di una massiccia vaccinazione degli under 60. L'88,5% ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con un incremento settimanale nazionale irrisorio (+0,5%) e nette differenze regionali: se la Puglia ha raggiunto il 93,6% la Sicilia si ferma a quota 80,1%. Degli oltre 4,4 milioni di over 80, 4.119.891 (92%) hanno completato il ciclo vaccinale e 120.582 (2,7%) hanno ricevuto solo la prima dose. Degli oltre 5,9 milioni della fascia 70-79, 5.041.760 (84,5%) hanno completato il ciclo vaccinale e 280.691 (4,7%) hanno ricevuto solo la prima dose. Degli oltre 7,3 milioni della fascia 60-69, 5.554.115 (74,6%) hanno completato il ciclo vaccinale e 705.431 (9,5%) hanno ricevuto solo la prima dose.