Agenzie regolatorie, Pani: con pandemia errori di comunicazione e mancanza di strategia centrale
L'autorizzazione dell'Aifa al mix vaccinale ha acceso i riflettori sul reale ruolo delle agenzie regolatorie nel corso della pandemia. L'ex dg Aifa Luca Pani, ora professore di Farmacologia e Farmacologia clinica Università di Modena e professore di Psichiatria e Psichiatria clinica Università di Miami, ha analizzato in un'intervista a Doctor33 gli errori commessi dall'Agenzia italiana nell'affrontare questa crisi sanitaria.
«Sui vaccini, oggi, ognuno pensa che essendo un grande scienziato, un grande clinico, un grande biologo molecolare, conoscendo semplicemente i farmaci in generale, si abbia anche la capacità di dare delle opinioni di tipo regolatorio - osserva Pani - ma non è così». Le agenzie regolatorie, però, «devono difendere questo baluardo» e devono farlo, precisa: «Per quello che rappresentano nei confronti del ruolo che hanno verso i pazienti e i cittadini». «Un'agenzia regolatoria autorevole e indipendente non può essere indebolita perché è un authority a meno che - sottolinea l'ex dg Aifa - non si indebolisca da sola e potrebbe succedere, come nel caso italiano, per dei difetti di comunicazione». Uno dei principali errori che Pani attribuisce all'agenzia regolatoria italiana riguarda il metodo di comunicazione. «Noi sapevamo sin dall'inizio della confusione che c'era, eravamo in una situazione difficilissima e quindi molti errori si dovevano mettere in conto», ammette. Ma cosa bisognava fare? «Anzitutto bisognava avere un piano di comunicazione, era cruciale - evidenzia - Dovevano parlare in poche persone e competenti, dovevano dare le informazioni più certe possibili in quel momento, se le informazioni cambiavano, bisognava informare puntualmente i cittadini». E, invece, «questo non siamo riusciti a farlo» dice l'esperto che riflette anche su come «la pandemia non abbia minimamente intaccato il ruolo del titolo V, anzi lo abbia amplificato». Motivo per cui ammette: «Questo mi ha reso un po' pessimista sulla possibilità che l'Italia abbia una ripartenza più omogenea e più compatta». Oltre alla comunicazione, l'altro punto toccato da Pani, emerso nel corso di questi duri mesi ci pandemia, «è la mancanza di una strategia centrale. In America, nonostante il cambio dei presidenti, non sono mai andati contro le determine fondamentali del governo centrale». Non si può dire lo stesso dell'Italia.
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