
Indietro non si torna: corsi e congressi a distanza sembrano destinati a restare e a reggere al ritorno degli eventi in presenza anche dopo l'auspicabile fine della pandemia. Lo affermano gli opinion leader al web meeting Edra "l'informazione in medicina all'epoca del Covid", dov'è stato presentato uno studio su 1200 professionisti del settore salute, di cui il 23% di medicina generale e il 17% internisti.
Gli argomenti privilegiati sono i focus di approfondimento per il 60% dei rispondenti, informazioni sulle caratteristiche dei farmaci per il 49%, percorsi decisionali e nuovi farmaci con il 47% di consensi ciascuno, seguiti a distanza da temi quali interazioni tra farmaci e counseling. Come strumenti informativi e formativi, il 67% degli intervistati utilizza i portali di approfondimento seguiti dalle riviste di settore (63%), dai webinar (50%) e da news quotidiane (45%). Molto staccati, i forum dedicati (19%), i social network (12%), i podcast (6%) e le dirette social (4%). Come contenuti per la formazione, sono preferiti in particolare le nuove terapie (71%) ed i percorsi diagnostico terapeutici per patologia (69%) seguiti dai casi clinici (63%) e dalle nuove patologie (43%). Quanto alla frequenza di utilizzo degli strumenti formativi, su un punteggio che va da 1 a 5, i più gettonati sono i corsi Fad (3,69) al pari dell'autoformazione, seguiti da partecipazioni a congressi a distanza (3,23), videocorsi (3,10), webinar (2,98), corsi residenziali (2,91). Non bene la performance dei "medical games" (1,50). DoctorNews 33 è punto di riferimento per l'informazione quotidiana dell'87% dei medici.
Per
Dario Manfellotto, presidente della Federazione delle Associazioni dirigenti ospedalieri internisti-Fadoi, la formazione a distanza consente sia una preparazione sia una fruizione di relazioni ed eventi più rapida. «Le cose che ieri si facevano in giorni oggi si portano a termine in poche ore e per un medico che deve comprimere più impegni nella giornata lavorativa questo è essenziale. Ma è altrettanto essenziale che arrivino proposte di qualità, eventi con programmi di richiamo su temi concreti e selezionati».
Paolo Di Bartolo presidente Associazione medici diabetologi ricorda come anche l'American Diabetes Association abbia dovuto trasformare il suo congresso da 20 mila presenze annue in evento a distanza, ma senza sacrifici: lo stesso congresso condiviso di Società italiana diabetologia ed Associazione medici diabetologi, tenuto on line a dicembre in quattro sale virtuali, ha visto raddoppiare le presenze da 700 a 1400. «A fare la differenza in termini di iscrizioni è un programma accurato di comunicazione dell'evento. Peraltro, anche con poche iscrizioni iniziali - riflette Di Bartolo - a differenza degli eventi in presenza quelli a distanza possono essere riproposti accrescendo le loro platee nel tempo. Sono apprezzate relazioni brevi, inferiori ai 30 minuti, interventi incisivi con un linguaggio accessibile. La frequenza potrebbe essere incentivata non limitando l'evento a distanza alla sola acquisizione di crediti informativi ma costruendo percorsi incentivanti, in termini di professionalizzazione».
Fiorenzo Corti, vicesegretario Fimmg Lombardia pone l'accento sulla forse eccessiva offerta di eventi in contemporanea. Condividendo il punto di partenza di
Laura Rizza UO endocrinologa dell'Ospedale San Camillo Roma - televisite, piattaforme di telemonitoraggio domiciliare, whatsapp hanno trasformato in questi mesi la comunicazione con i pazienti mentre tra medici si sono imposte le "call" e i webinar al computer - il risvolto della medaglia è che tra tanti prodotti «ogni medico ha dovuto scegliere una sua soluzione, e per quanto riguarda il medico di famiglia, tenendo conto del profilo d'età relativamente elevato- è stato capace di scegliere con consapevolezza, ad esempio relegando al fondo eventi veicolati dal mondo "social" con il 12% appena di preferenze. Resta però importantissimo, specie a livello di Federazione (Fimmg è sindacato ndr), il ruolo dei congressi in presenza perché alimentano il confronto». Anche
Renato Cozzi presidente eletto Associazione medici endocrinologi ritiene fondamentale il ritorno agli incontri in presenza per il contatto umano e la continuità del rapporto, dell'interazione tra professionisti. Ferma restando l'importanza della rivoluzione compiuta, alla quale in molti casi i medici sono stati paradossalmente più "agili" ad adeguarsi rispetto alle industrie. È emerso al meeting come spesso gli inserzionisti non sfruttassero con video od altre idee gli spazi messi a disposizione dalle associazioni mediche nei portali congressuali.
Tira le somme
Ludovico Baldessin Chief & business content editor di Edra: «In tempi di formazione virtuale, sono state proprio le società scientifiche a mettere in campo quella qualità e quell'eccellenza che hanno fatto da ago della bilancia nella scelta degli eventi da parte dei professionisti. Nel campo della formazione lo sforzo degli addetti ai lavori ha dato frutti. Ora sul web il mondo scientifico è atteso a uno sforzo ancora più difficile, contrastare la disinformazione». Che nel nostro paese è una piaga di dimensioni inattese. «Proprio la salute è il secondo tema di disinformazione -ricorda Baldessin - se negli Stati Uniti per ogni news che informa ce n'è una non veritiera, in Italia la proporzione per ogni notizia basata su fonti attendibili ve ne sono tre che veicolano contenuti "fake"».