
«Il Covid si sta dimostrando l'agente politico di cambiamento più forte dell'ultimo ventennio». Esordisce così
Gianluca Ansalone, autore di "Geopolitica del contagio", docente di Geopolitica e Public Affairs, in un'intervista
a Doctor33, analizzando gli effetti di questa pandemia. Nel suo saggio Ansalone riflette sull'unicità della situazione che stiamo vivendo, mai l'umanità aveva vissuto tre crisi sistematiche in appena un ventennio: l'11 settembre 2001, la crisi finanziaria del 2008 e questa pandemia. «Vanno lette insieme - spiega l'esperto - creano una tempesta perfetta sulla fragilità dei sistemi, incluse le disuguaglianze sociali e di salute. Mentre parliamo stiamo verificando quanto sia impattante l'effetto del virus in paesi come l'India o il Brasile». È per questo che Ansalone sostiene che «con la sconfitta di questo virus finirà solo il primo tempo di questa lunga storia perché le conseguenze di come la mappa geopolitica cambierà nei prossimi anni lo vedremo nel tempo».
Un esempio di quanto il Covid sia «un formidabile acceleratore di dinamiche già in corso», come sostiene l'esperto di geopolitica, è il caso della Cina. Ansalone spiega: «Tutti noi sapevamo, già da prima della pandemia, che ci sarebbe stato uno scenario di competizione indiretta tra Stati Uniti e Cina, oggi questo confronto è accelerato nel tempo. Mentre parliamo - fa notare - la Cina fa registrare un +18% di crescita del prodotto interno lordo nel primo trimestre del 2021», nel contempo, «il presidente americano Joe Biden afferma un nuovo manifesto di politica estera, dicendo che gli Stati Uniti saranno l'arsenale del mondo dei vaccini». L'autore del saggio premette che la Cina sa di poter essere «un attore primario nello scenario globale, però, allo stesso tempo, sapeva che in nessun modo, con mezzi convenzionali, avrebbe potuto erodere più di tanto la supremazia strategica degli Stati Uniti. L'idea, quindi, che la moneta cinese potesse essere un giorno un competitor del dollaro era assolutamente incomprensibile da accettare». Per scavalcare questo tipo di limite, dunque, la Cina ha messo in campo la prima vera moneta sovrana digitale, «cioè stampata dalla Zecca di Stato cinese, quindi, una moneta corrente ufficiale, che ha valore di titolo legale ma che si pone in diretta competizione con le criptovalute. Questo vuol dire - precisa Ansalone - che la Cina ha moltiplicato esponenzialmente la sua capacità di essere protagonista della geopolitica e geoeconomia, attraverso mezzi e strumenti non convenzionali, anche approfittando del momento di instabilità determinato dalla pandemia».
L'esperto fa poi un parallelo su come sia stata affrontata questa pandemia dai regimi democratici rispetto a quelli autocratici, considerando che «la scienza, i vaccini e i dati diverranno la prossima cortina di ferro». Ansalone sostiene che l'Italia e tutto l'occidente abbiano, come dimostra la vicenda dei vaccini, «ancora molto da dire e da fare». È bene però che «questa consapevolezza sia condivisa perché le democrazie d'occidente stanno anche mostrando i loro lati deboli durante questa pandemia». Nel dettaglio, l'autore del saggio geopolitico mette in evidenzia che per i sistemi autocratici, come la Cina, «non è necessario avere un solido rapporto di fiducia tra politica, cittadini e scienza. Nelle democrazie, invece, questo patto di fiducia è alla base della convivenza civile. Averlo significa rafforzare le democrazie e il ruolo che possono giocare nel futuro».
Motivo per cui, questa vicenda «ci devi insegnare come debba essere ricostruito, da subito, il rapporto di fiducia tra politica e cittadini. I fenomeni di antipolitica e di sfiducia complessiva erano già presenti prima del covid - sottolinea - serve un rapporto rinnovato di collaborazione tra politica e scienza e serve soprattutto che i cittadini si appassionino di più al metodo scientifico e facciano ritornare al centro dei loro interessi: il valore della competenza e il valore del metodo scientifico». In questo modo e con questi presupposti, «possiamo dimostrare che le democrazie, l'occidente e l'Italia hanno ancora uno strategico da giocare sia in termini di competitività, sia in termini di inclusività che di benessere collettivo. Questa - conclude - é la grande sfida che si apre subito dopo la fase emergenziale del Covid».