
«Siamo lontani mille miglia dall'obiettivo europeo per cui entro il 31 marzo bisognava vaccinare l'80% degli over 80». Lo ha detto
Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe ai microfoni di Radio Cusano Campus. «Noi abbiamo avuto un primo piano presentato a metà dicembre dal ministro Speranza dove nel primo trimestre del 2021 - ha spiegato Cartabellotta - erano previste 28 milioni di dosi che ora si sono ridotte a 15 milioni e 700mila, quindi sono state quasi dimezzate. Di questi 15 milioni e 700mila - ha aggiunto - mancano all'appello circa 6 milioni di dosi. Quindi il primo vero grosso problema è che i vaccini arrivati sono pochi».
A sostenere che invece la campagna vaccinale stia andando nella «giusta direzione» è il sottosegretario alla Salute
Pierpaolo Sileri. Su Rtl 102.5 dichiara: «Ad oggi sono 2 milioni e mezzo di persone che sopra gli ottant'anni hanno ricevuto la prima dose, e anche Regioni che sembrano più indietro stanno recuperando, per esempio la Calabria. Tra un mese i nostri anziani che hanno ricevuto anche solo una dose non moriranno più di Coronavirus». Bloccare la somministrazione del vaccino Astrazeneca «per alcuni giorni è stato sicuramente sensato» per il Sottosegretario alla Salute «ma è vero che il numero di casi segnalati era davvero troppo esiguo anche per poterlo bloccare». «Bastava vedere l'esperienza inglese, con un sistema di farmaco vigilanza molto buono, fare una review senza necessariamente fare uno stop - prosegue Sileri - se si sono fermate Germania e Francia, credo sia stato sensato fermarsi anche noi, il punto è che non avrei dato lo stop in Germania, non mi sarei fermato in generale». Proprio sul vaccino AstraZeneca, i risultati della tanto attesa sperimentazione negli Usa del vaccino Oxford-AstraZeneca confermano che il siero è «sicuro e altamente efficace». Lo riporta la Bbc. Il vaccino «è stato efficace al 79% nell'arresto della malattia da Covid sintomatica e al 100% nel prevenire che le persone si ammalassero gravemente». Non sono stati constatati problemi di sicurezza per quanto riguarda i coaguli di sangue. Alla sperimentazione hanno partecipato più di 32.000 volontari, principalmente negli Usa, ma anche in Cile e Perù. Nel mondo, i decessi per Covid hanno superato quota 2,7 milioni. In merito al vaccino Sputnik, il sottosegretario alla Salute sottolinea di ritenere che «una volta superati gli standard di valutazione europei abbiamo bisogno di tutti i vaccini e ne abbiamo bisogno adesso, perché prima vaccini la popolazione e prima esci da questa tragedia e mi sembra che in questo momento il numero di vaccino non è sufficiente».
Intanto, continua a salire gradualmente da 4 giorni la percentuale media nazionale dell'occupazione dei posti letto Covid nei reparti ordinari di area non critica. Rimasta per mesi sotto la soglia critica, fissata al 40% dal ministero della Salute, lo scorso 18 marzo è stato superato il livello oltre il quale l'assistenza ordinaria degli altri pazienti risulta compromessa, e dopo 3 giorni al 41%, - ultimi dati disponibili forniti dall'Agenzia per i servizi sanitari (Agenas) - è stato raggiunto il 42%. In particolare, sono 9 le Regioni che la superano: la situazione più critica è quella delle Marche che vede questi reparti occupati per ben il 65% da pazienti Covid, seguite da Piemonte (59%), Emilia Romagna (55%), Lombardia (52%), Friuli Venezia Giulia (47%), Puglia (46%), Abruzzo e Molise (45%), Umbria (43%).
«Bisogna avere pazienza e prudenza. Come abbiamo visto con la Sardegna, passata da bianco ad arancione, si tratta di un equilibrio molto fragile, perché il virus sta circolando in maniera ancora importante nel nostro Paese - sostiene Cartabellotta -. Si vedono segnali di rallentamento, che non vuol dire che abbiamo scavallato il picco, ma che la curva cresce meno velocemente e i numeri iniziano a ridursi in particolare nelle regioni dove le restrizioni sono partite per prime. I numeri ci stanno dicendo che siamo ancora nel pieno della terza ondata. L'elemento principale di questa terza ondata è che partivamo da numeri già alti, soprattutto sul fronte ospedaliero. Quando si parte da un livello di contagio molto alto e da un livello di saturazione ospedaliero intermedio, si fa presto a saturare i posti. La vaccinazione dei più fragili faciliterebbe la situazione».