
Con 122 voti favorevoli, 27 contrari e 88 astenuti, l'aula del Senato ha approvato il
decreto Covid. Il provvedimento, varato dal governo Conte bis per aggiornare le "scadenze" delle norme anti Covid (spesso prorogandole) e comprese le date di alcune elezioni previste a breve, ora passerà alla Camera per l'ok definitivo e la conversione in legge. Formato da 6 articoli e 17 commi, il decreto aggiorna alcune delle principali norme di contenimento al contagio da coronavirus.
In particolare, rinvia al 30 aprile (inizialmente era il 31 gennaio) la validità dei limiti imposti su spostamenti, riunioni, svolgimento delle attività economiche. Sul fronte delle elezioni, salvo successive decisioni del governo, prevede che si svolgano entro il 20 maggio quelle suppletive per i seggi della Camera e del Senato, dichiarati vacanti entro il 28 febbraio, mentre rinvia ulteriormente il voto nei comuni sciolti per infiltrazione mafiosa. Inoltre, l'articolo 5 estende fino al 30 aprile la validità dei permessi di soggiorno per i cittadini di Paesi terzi, idem per i permessi in scadenza nel periodo tra il 31 dicembre 2020 e il 30 aprile. Il decreto interviene anche sull'attività di vaccinazione anti Covid. Prevista l'istituzione di una piattaforma informativa nazionale, gestita dal commissario straordinario per l'emergenza, con il supporto di società a partecipazione pubblica. Servirà a migliorare le attività di distribuzione sul territorio nazionale delle dosi di vaccino e dei dispositivi necessari, e il relativo tracciamento. Inoltre, se il sistema informativo vaccinale di una regione o di una provincia autonoma non fosse adeguato e lo richiedesse espressamente, può intervenire sulle operazioni di prenotazione delle vaccinazioni, registrazione delle somministrazioni e certificazioni dei vaccini.