Politica e Sanità

dic62017

Riforma cronicità Lombardia, Consiglio di Stato: il Tar si esprima in tempi rapidi

«Non è una vera e propria sospensiva, non è che ora le delibere lombarde sulla cronicità non si possono applicare. Ma l'ordinanza del consiglio di stato a seguito del nostro ricorso è chiara: se il Tar non si esprime in tempi rapidi e la Regione Lombardia accelera la velocità di questo carrozzone dei gestori dei pazienti cronici il viaggio si fermerà per assenza di benzina». Enzo Scafuro segretario lombardo e responsabile Medicina Generale nel Sindacato Medici Italiani commenta l'ordinanza 5278/2017 del Consiglio di Stato che accoglie l'appello di Smi, Simet e Snami Pavia dopo la sentenza del Tar di settembre che aveva negato la sospensiva delle delibere regionali 6164 e 6551. Delle due delibere rispettivamente una classifica i cittadini lombardi secondo livelli di cronicità, alcuni tali per cui la loro assistenza può essere presa in carico da gestori diversi dal medico di famiglia e attrezzati (ne possono far parte anche gli stessi medici curanti degli assistiti), e l'altra individua i requisiti di questi soggetti gestori. «Avevamo chiesto di sospendere le delibere, il Tar non aveva ravvisato il bisogno, in ogni caso l'udienza di merito cui ha rinviato si tiene in febbraio. E il consiglio di stato- dice Scafuro - ha detto che non siamo visionari, ma solleviamo motivi validi di perplessità. Dunque rinvia al Tar per la sollecita fissazione di udienza di merito».

«L'Ordinanza -continua Scafuro- dice in sintesi due cose: non c'è periculum in mora per cui dare la sospensiva. Tuttavia "alla luce (...) della pluralità dei soggetti coinvolti, della delicatezza della materia in esame, che involge gli interessi di una categoria socialmente e numericamente significativa (i malati cronici), l'appello è suscettibile di apprezzamento favorevole ai fini della sollecita decisione del merito". Parole ben diverse da quelle che l'Assessore ebbe a usare dopo la sentenza Tar parlando come si trattasse di una sostanziale vittoria; c'è il rischio che se la regione insiste e manda le lettere ai pazienti cronici per indicargli la presa in carico da parte di un gestore, si pregiudichino ulteriori situazioni». Riflessioni analoghe a quelle di Scafuro vengono dal direttivo Simet, altra sigla (guidata in Lombardia da Giancarlo Testaquatra) vincitrice di "round" a Roma, che ricorda come nel ricorso fosse stato sottolineato tra le altre cose «lo stravolgimento del ruolo del medico di medicina generale che per continuare a curare il cittadino affetto da patologie croniche di fatto veniva costretto ad associarsi in cooperativa». Per Simet, «si tratta di un provvedimento importante anche per la tutela della salute di 3milioni di pazienti cronici: la delibera impugnata infatti sembrava infatti più attenta a logiche di mercato che non alla cura di questo importante numero di cittadini lombardi».

«Pur non avendo dato la sospensiva il messaggio del Consiglio di Stato è chiaro, va attesa la sentenza del Tar. Se non è una completa vittoria per i Mmg, è un ricorso utile», dice Salvatore Santacroce presidente Snami Pavia. «ll Tar non ci aveva dato la sospensiva né aveva fissato l'udienza di merito sollecita, ora il consiglio di stato raccomanda che il merito sia trattato al più presto, A questo punto è legittimo aspettarsi che la Regione sospenda le delibere per evitare altri pregiudizi e quindi è come se si fosse attivata una sospensiva. Come volevamo».

Mauro Miserendino


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