L’Organizzazione mondiale della sanità aggiorna il quadro sul caso umano di influenza aviaria A(H9N2) già segnalato in Italia e conferma un rischio basso per la popolazione generale. Il punto è contenuto in una nota pubblicata nell’ambito dei Disease Outbreak News.
Il caso, notificato il 21 marzo 2026 dal Focal Point nazionale del Regolamento sanitario internazionale, riguarda un uomo adulto rientrato dal Senegal e già oggetto di comunicazione da parte del Ministero della Salute. Si tratta del primo caso umano importato di questo sottotipo nella Regione europea.
Secondo quanto riferito dall’Oms, le indagini epidemiologiche non hanno identificato esposizioni dirette a pollame, ambienti contaminati o contatti con persone sintomatiche prima dell’insorgenza dei sintomi. Non sono stati inoltre rilevati casi secondari collegati all’infezione.
Le autorità sanitarie italiane hanno attivato le misure previste di sorveglianza, tracciamento dei contatti e isolamento. Tutti i contatti identificati in Italia sono risultati negativi ai test e hanno completato il monitoraggio sanitario, ricevendo profilassi antivirale secondo le indicazioni nazionali.
L’analisi genetica del virus ha evidenziato una stretta somiglianza con ceppi circolanti nel pollame in Senegal, suggerendo un’infezione acquisita all’estero. Le condizioni cliniche del paziente risultano in miglioramento.
L’Oms sottolinea che, sulla base delle evidenze disponibili, i virus A(H9N2) non hanno acquisito capacità di trasmissione sostenuta da persona a persona. Di conseguenza, la probabilità di diffusione nella comunità resta bassa. L’agenzia conferma inoltre che non sono raccomandate restrizioni a viaggi o commercio.
Resta attivo il monitoraggio globale dei virus influenzali aviari, con la possibilità di aggiornare la valutazione del rischio in presenza di nuove evidenze epidemiologiche o virologiche.