Politica e Sanità

lug52017

Delibere gestori, in Lombardia Terzo ricorso a Tar da Simet. Ordini pongono quesiti

Dopo Umi e Medicina Democratica, anche il sindacato Simet fa ricorso contro le delibere della Regione Lombardia sui gestori che dovrebbero prendere in carico 3 milioni di pazienti cronici. La sigla dei medici del territorio - che attraverso Intesa Sindacale è presente alle trattative per la convenzione - ricorre contro la delibera 6551, che disciplina le caratteristiche degli enti gestori, tra i quali ci potranno essere coop di Mmg. Motivo: sarebbe "profondamente lesiva per i medici di famiglia e lontana dall'essere utile ai cittadini" e introdurrebbe "inaccettabili limitazioni al ruolo professionale del medico di medicina generale, e al mantenimento, da parte del medesimo, del rapporto continuativo di cura con i pazienti fragili-cronici". In pratica, si interromperebbe il rapporto fiduciario contro la volontà del paziente. «Non è il primo tentativo di strapparci proprio i pazienti cronici, quelli che siamo noi Mmg deputati a seguire», dice Giancarlo Testaquatra segretario Simet Lombardia. «Il filone nasce con Roberto Formigoni che da governatore nel 2011 affermò la volontà di introdurre soggetti esterni alla medicina generale per fare le cose che fanno i medici di famiglia. La Regione sembra partire dal presupposto secondo cui la medicina generale non assiste in modo appropriato i cronici e non tiene conto del dato di fatto che la cronicità è il nostro pane. Quando a un paziente cronico la massima istituzione sanitaria presenta un gestore, come dovremmo sentirci noi che quel paziente lo gestiamo tutti i giorni?» L'assessore sui media sottolinea che il problema è il dopo-ambulatorio, orientare il paziente cronico nell'offerta sanitaria, ad esempio con le liste d'attesa, «ma il problema delle attese è esterno alla medicina generale, si dovrebbe risolvere quello anziché toglierci i pazienti. Non vorremmo si trattasse di un messaggio ideologico: il medico di famiglia, che nasce libero professionista, è troppo libero dai condizionamenti». Prima di Simet, sempre contro la delibera 6551, aveva depositato ricorso al Tar il 20 giugno Medicina Democratica, associazione guidata dal medico e giornalista Vittorio Agnoletto. La sera stessa Agnoletto a Milano a un incontro aveva spiegato all'Assessore alla salute Giulio Gallera anche possibili errori formali: «Non si va a incidere così pesantemente sul meccanismo della legge 833 nazionale con delibere di giunta che non passano nemmeno attraverso il Consiglio Regionale. Si tratta inoltre di trasformazioni sostanziali per i pazienti. Solo il gestore potrà indirizzarli su esami e visite specialistiche. La Regione non si pone nemmeno il problema di far dialogare i servizi informatici di medico e gestore».

Il ricorso dell'Unione Medici Italiani guidata da Francesco Falsetti invece è stato depositato a fine aprile ed è relativo alla precedente delibera, la 6164 che anche lo Snami starebbe per impugnare in quanto non è mai stata fatta visionare ai medici ma ha pur sempre diviso la popolazione in fasce di cronicità, due delle quali (i più fragili e i policronici) indirizzabili all'assistenza di enti gestori organizzati. L'argomento di Falsetti e dei 22 colleghi che hanno firmato il ricorso è che le leggi italiane prevedono l'affidamento dei malati a medici e non a strutture di gestione, e ci si trova in aperta violazione della legge italiana. Per l'impugnativa Simet è stata chiesta la sospensiva, «e speriamo - dice Testaquatra - che ce la diano a luglio, che ci sia un segnale che faccia riflettere i funzionari regionali e spinga la Regione a capire meglio le esigenze dei cittadini». Un quarto ricorso infine non è stato ancora ufficializzato. L'esecutivo Snami Lombardia ha ricevuto mandato di presentarlo sempre sulla delibera 6164 di gennaio 2017, tra i motivi: sarebbe saltato il passaggio formale dei confronti con i professionisti interessati e i cittadini, e si violerebbero leggi italiane e regionali di rango pari o superiore alle delibere contestate.

Non è finita: a porre importanti quesiti di contenuto alla Regione sulle due delibere ci pensa il coordinamento regionale degli ordini lombardi guidato da Giovanni Belloni, presidente Omceo Pavia. Ecco, molto sintetizzate, le domande: che succede se un cronico avente come medico curante uno che ha scelto di fare il gestore si sceglie un gestore diverso? Che fare in caso di contrasti tra mmg cogestore e gestore sul percorso di cura? Che rischi corre nell'accesso alle prestazioni il paziente cronico che non ha un gestore di riferimento? Non è conflitto d'interesse che il gestore possa prescrivere servizi e poi magari erogarli? Che personale può mettere in campo un ospedale-gestore quando non gli bastano le risorse umane per l'ordinario? Che senso ha dare luglio come termine al mmg per scegliere di fare il gestore o il cogestore se non gli è noto il quadro dei gestori cui potrà fare riferimento?

Mauro Miserendino


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