L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di valutare in uno studio clinico randomizzato l’impiego di Ervebo nell’epidemia di malattia da virus Bundibugyo in corso nella Repubblica Democratica del Congo. La raccomandazione è stata pubblicata il 7 agosto dal Technical Advisory Group on candidate vaccine prioritization dell’OMS, dopo la revisione di nuovi dati preclinici che indicano una possibile protezione crociata del vaccino, in particolare rispetto alla mortalità.
Ervebo è attualmente l’unico vaccino contro Ebola autorizzato, ma la sua indicazione riguarda la malattia causata dal virus Ebola Zaire e non quella provocata dal virus Bundibugyo. Per questo motivo l’OMS precisa che la sua efficacia contro la malattia da Bundibugyo e contro la trasmissione deve ancora essere dimostrata.
I gruppi consultivi dell’OMS erano stati convocati dopo la dichiarazione, il 16 maggio, dell’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale per l’epidemia da virus Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo. In una prima valutazione, il gruppo tecnico aveva raccomandato che Ervebo non fosse utilizzato al di fuori di protocolli di ricerca accuratamente definiti, proprio per consentire di valutarne l'efficacia contro questo virus.
Il 31 luglio gli esperti si sono riuniti per la terza volta dopo la disponibilità di nuovi dati. La revisione ha riguardato risultati preliminari ottenuti in studi sugli animali, nei quali Ervebo ha mostrato un certo livello di protezione crociata contro la malattia da virus Bundibugyo, soprattutto nei confronti della morte.
Il gruppo ha quindi valutato sicurezza, possibile efficacia, disponibilità e condizioni di impiego del vaccino. Secondo gli esperti non sono emersi problemi di sicurezza tali da impedirne la valutazione nel contesto di un focolaio da Bundibugyo, compresa la vaccinazione dei contatti dei casi all’interno di uno studio clinico.
Alla luce di questi elementi, il Technical Advisory Group ha raccomandato di dare priorità a Ervebo per l’inclusione in uno studio randomizzato durante l’epidemia in corso, in assenza di vaccini specifici già disponibili contro il virus Bundibugyo.
L’OMS sottolinea tuttavia che resta necessario dimostrare l’efficacia del vaccino contro la malattia e la trasmissione. Un vaccino specificamente sviluppato contro Bundibugyo rimane l’opzione preferibile, ma per i candidati attualmente allo studio non sono ancora disponibili dati preliminari. Qualora emergessero prove sufficienti di efficacia, aggiunge il gruppo, sarebbe inoltre necessario garantire una produzione su scala adeguata e l’accesso ai vaccini per le popolazioni colpite.