Clinica

gen132012

Nefropatia: più decessi se natriemia agli estremi

Nei nefropatici cronici non dializzati i livelli sierici di sodio sia elevati che bassi sono associati a una maggiore mortalità, indipendentemente dalla presenza o meno di uno scompenso cardiaco congestizio. Il dato proviene da uno studio realizzato da Csaba P. Kovesdy, della Salem & University of Virginia di Charlottesville, e collaboratori, i quali hanno esaminato l'associazione tra la concentrazione sierica di sodio e la mortalità generale in una coorte di 655.493 veterani Usa nefropatici cronici non dializzati (dei quali il 15% con scompenso cardiaco congestizio). Le associazioni sono state valutate mediante modelli di Cox tempo-dipendenti, con correzione per elementi potenzialmente confondenti. A un follow-up medio di 5,5 anni risultavano deceduti 193.956 pazienti, con un tasso di mortalità pari a 62,5 per 1.000 anni-paziente. La correlazione della natremia con la mortalità è apparsa graficamente a forma di U, ossia caratterizzata dai più bassi livelli di mortalità nei soggetti con valori di sodiemia pari a 140 mEq/l, mentre significative associazioni con le più alte frequenze di decessi si sono riscontrate ai livelli più bassi e a quelli più alti di concentrazione dell'elettrolita sierico. Più in dettaglio, i pazienti con livelli di sodiemia più bassi (<130, 130-135,9) e più alti (145,1-150 e =/>150), rispetto a quelli con valori intermedi, compresi tra 136 e 145 mEq/l, presentavano valori aggiustati di hazard ratio per mortalità pari rispettivamente a 1,93, 1,28, 1,33 e 1,56. Associazioni, come accennato, rimaste costanti nei sottogruppi di pazienti con o senza scompenso cardiaco congestizio.

Circulation, 2012 Jan 6. [Epub ahead of print]


Non sei ancora iscritto?     REGISTRATI!   >>
Ultime notifiche dalla community
LE OFFERTE ONLINE