feb222012
Aprire al mercato unico anche i servizi professionali, quelli che finora hanno sollevato le maggiori resistenze alla liberalizzazione europea. Mittente il presidente del consiglio italiano, Mario Monti, destinatari il pari grado Ue Herman Van Rompuy e il leader della Commissione di Bruxelles, Manuel Barroso. Questo, in sintesi, l’identikit della lettera che l’altro ieri è partita da Roma e ha fatto il giro di mezza Europa, obiettivo il vertice dell’Unione in programma ai primi di marzo. La missiva, che ha già ricevuto il sostegno del premier britannico Cameron e di quello olandese Rutte (più un’altra decina di paesi, tra i quali Spagna e Svezia ma non Francia e Germania), fissa un programma in otto punti per riaccendere il motore della crescita nell’Eurozona, ammalata di un tasso di disoccupazione in crescita.Il minimo comun denominatore delle proposte è il rafforzamento del mercato unico attraverso la liberalizzazione dei servizi, che – ricorda la lettera - rappresentano «i quattro quinti» dell’economia europea. E al settimo degli otto punti di parla esplicitamente di professioni, ovviamente quelle regolamentate: la ricetta di Monti è quella di ridurne il numero e azzerare le barriere all’ingresso che le contraddistinguono, per promuovere mercati più efficienti e incrementare le opportunità di occupazione per giovani e donne. Più o meno, le stesse considerazioni dalle quali si è mosso il decreto sviluppo, attualmente all’esame del parlamento e bersaglio di forti contestazioni da parte di alcune categorie, dai taxisti ai farmacisti passando per gli avvocati. Chissà che lo scontro non scavalchi i confini nazionali.