Clinica

apr62012

È un successo il modello italiano di cura del diabete

È un successo il modello italiano di cura del diabete

Nonostante la diffusa consapevolezza del fatto che il diabete costituisce un importante problema di salute pubblica, sono ancora scarse le evidenze del ruolo giocato dall'assistenza e dai fattori organizzativi sulla morbilità e mortalità che si associano a questa patologia. Ma i risultati pubblicati su PLoS ONE di uno studio di popolazione italiano dimostra che la collaborazione tra centri diabetologia e medici di famiglia, attuata nella città di Torino, sia effettivamente in grado di prolungare la vita ai pazienti affetti da diabete. Il gruppo coordinato da Carlo Giorda - direttore della Struttura complessa diabete e malattie metaboliche della Asl Torino 5 e presidente dell''Associazione medici diabetologi (Amd) - ha analizzato il rischio di mortalità nei torinesi affetti da diabete. Coloro che, oltre all'assistenza fornita dal medico di medicina generale, sono stati seguiti anche dal centro diabetologico hanno visto il rischio di mortalità complessivo e quello per cause cardiovascolari ridotti di oltre il 40% rispetto a coloro che si erano avvalsi solo delle cure del medico di famiglia; persino la mortalità per tumore si è ridotta, di circa il 26%. Il rischio di infarto del miocardio e di ictus è risultato del 30% superiore nei soggetti seguiti soltanto dal medico di famiglia e il rischio di amputazione si è raddoppiato. Una delle ragioni ipotizzate da Giorda è che il richiamo periodico, nella cura del diabete e più in generale in tutte le malattie croniche, ricordi al paziente la propria condizione di malattia e aumenti la qualità della cura; inoltre, un controllo più stretto incide sullo stile di vita e permette di rilevare con anticipo anche altre malattie. «Siamo orgogliosi» ha detto Giorda a Doctornews «di aver dimostrato il successo del modello italiano basato sulla sinergia tra Mmg e servizi di Diabetologia, tra l'altro in un momento delicato, che vede sotto revisione la legge 115/87 che istituì i servizi territoriali di Diabetologia. In una fase di crisi come quella che stiamo attraversando è facile per alcuni amministratori banalizzare certe strutture allo scopo di tagliarne i costi. Però persino un recente rapporto della London School of economics ha riconosciuto che il costo del diabete in Italia è tra i più bassi in Europa, inferiore a Germania, Francia, Gran Bretagna e Spagna». 

PLoS ONE 7(4): e33839. doi:10.1371/journal.pone.0033839


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