È un decreto più snello quello sulla sanità uscito dal consiglio dei Ministri, con 16 articoli invece di 27, anche se per lo più l’impianto sul Ssn è rimasto invariato - il braccio di ferro tra i Ministri si è consumato soprattutto sui provvedimenti che riguardano la ludopatia.
Posizioni dure sulla revisione del sistema sanitario arrivano da Snami, mentre continua la discussione del Consiglio dei ministri sul Decreto Balduzzi. «Non si cambia senza soldi e soldi non ce ne sono e in ogni caso ci vuole il confronto e non leggi speciali».
Su temi come la riforma dell''assistenza territoriale e la responsabilità professionale ci troviamo ormai di fronte a una vera e propria urgenza, acuita dal fatto che in momenti di crisi ci si aspettano azioni a garanzia di un welfare unitario nazionale.
Siamo alle guerre tra bande, con da un lato i sindacati governativi, sempre in linea con il ministro della Salute, dall’altro le Regioni. Così Salvo Calì, segretario nazionale Smi, commenta la discussione che si è aperta sul decreto Balduzzi.
Allibiti e sconcertati. Così Giacomo Milillo, segretario Fimmg, risponde all’attacco a seguito della minaccia di sciopero dei medici di medicina generale, per le modifiche proposte dalle Regioni al Decreto Balduzzi, sferrato da Renata Polverini.
Big Pharma contro il decreto Balduzzi, dopo le contestazioni di Farmindustria contro la norma che prevede di indicare in ricetta il principio attivo e quella sulla revisione del prontuario farmaceutico e della legge 648 contenuta nella mini riforma della sanità.
Sarà discusso lunedì al Consiglio dei ministri il provvedimento di riordino strutturale e organizzativo degli enti vigilati, che interessa Lega contro i tumori, Agenas, Izs e Istituti superiore di Sanità.
Proroga dell’intramoenia allargata fino al 30 novembre e la questione della responsabilità dei medici. Saranno questi alcuni dei nodi attorno del decreto sulla Sanità, ormai in dirittura d’arrivo, che potrebbe approdare sul tavolo del Consiglio dei ministri entro il 27.
Un’attività legislativa intensa, ma che non sempre arriva a destinazione. È questa la sensazione che si respira facendo il punto sugli iter dei provvedimenti in tema di sanità al vaglio di Camera e Senato. Diciannove, di cui uno solo risulta approvato in via definitiva.
Varato dalla Giunta della Regione Veneto, dopo sedici anni dall’ultimo, il nuovo piano socio-sanitario, che sarà in vigore fino al 2016. Tra le novità, investimenti più mirati alle tecnologie invece che ai posti letto.
Risorse finanziarie, in modo da predisporre servizi e interventi contro la ludopatia, e la possibilità di legiferare in materia. Sono queste le richieste delle Regioni avanzate in commissione Affari sociali della Camera.
Un progressivo miglioramento in tema di plasma e plasmaderivati dal punto di vista della qualità e della varietà dell''offerta. Così il ministro della Salute, Renato Balduzzi, commenta l’approvazione dei tre decreti firmati dal Dicastero.
Sarà un passaggio fondamentale la riunione «straordinaria e monografica» convocata per domani da Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, per discutere sul Patto per la Salute 2013-2015, perché da lì dovrebbe uscire la linea delle Regioni.
È una sonora bocciatura quella che le Regioni intendono dare al Ddl sulla governance, all’esame della commissione Affari sociali della Camera. E tra le ragioni c’è il fatto che risultano ancora presenti elementi di sovrapposizione rispetto alle competenze regionali.
Il fattoL’imputata, collaboratore amministrativo professionale in servizio presso l’Ufficio legale di una struttura ospedaliera, era accusata di essersi procurata ingiusto...
Il Ddl sul Governo clinico è un tentativo di miglioramento rispetto ai testi precedenti, ma continueremo a farci sentire per trovare risposte ai numerosi problemi rimasti sul tappeto. Ad affermarlo in una nota le sigle aderenti all''Intersindacale.
In passato le cure compassionevoli erano spesso l’unico trattamento disponibile per i pazienti con malattie avanzate. I progressi realizzati nelle scienze mediche offrono oggi nuove opzioni terapeutiche che permettono spesso di migliorare gli esiti clinici, ma che tuttavia rischiano - inavvertitamente - di allontanare i clinici dai pazienti in cura. Ne consegue che talvolta i pazienti ed i loro familiari possono rimanere esclusi da decisioni importanti e lasciati all’oscuro dei problemi medici presenti e delle relative scelte di trattamento.
Potrebbe prendere la forma di un provvedimento ad hoc, con corsia preferenziale e da vagliare entro il 30 giugno, l’iniziativa legislativa che dovrebbe regolare definitivamente l’intramoenia allargata. Queste almeno sembrano essere le intenzioni del Governo.
Non è attraverso il ritorno alla corsa ai posti letto che si risolve il problema, ma si tratta di migliorare il sistema organizzativo. A sostenerlo il ministro della Salute, Renato Balduzzi, intervenuto sulla situazione sanitaria del Paese.
Piena disponibilità a un confronto con il ministro della Salute, Renato Balduzzi, sulla revisione dell''assistenza primaria sul territorio per frenare l''afflusso ai pronto soccorso. A dirlo Fiorenzo Corti, segretario Fimmg Lombardia,
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