Erogazione di assistenza sanitaria


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Si sono rincorse voci fino alla tarda serata di ieri in merito alla chiusura dei piccoli ospedali. Alcune fonti suggerivano di sì, altre smentivano. Un Consiglio dei ministri protrattosi “a oltranza” se alle 23.30 ora di chiusura del presente numero di Doctornews, ancora non trapelavano notizie ufficiali. L’agenzia Ansa diceva...
Quello che si vuole è un’Italia sana in Europa, ma l’effetto sarà invece di un paese senza più una sanità. È con questo grido d’allarme che l’Anaao Assomed accompagna la conferma che lo stato di agitazione, già proclamato da medici e dirigenti del Ssn, continuerà.
Tra gli interventi sulla sanità della spending review, c’è anche quello sugli ospedali, inserito ex novo nella bozza in discussione in questi giorni, che prevede una riduzione dei posti letto a 3,7 per mille abitanti e la chiusura entro fine ottobre dei piccoli ospedali.
Non una nuova manovra di finanza pubblica ma un’operazione strutturale per evitare che tra ottobre e dicembre si debba aumentare l’Iva, e per fare questo servono 4,2 miliardi. Lo ha affermato il premier Mario Monti nell’incontro di ieri con le Regioni e gli enti locali
Ridurre di nuovo il finanziamento pubblico in Sanità, dopo le manovre degli ultimi anni che hanno prodotto tagli per 17 miliardi di euro, è improponibile. Allora si dica chiaramente che l’intenzione è di smantellare il Sistema sanitario nazionale per andare verso nuovi modelli
In Campania laboratori e centri accreditati di analisi ancora sul piede di guerra. L’annuncio arriva da Federlab, che ha proclamato per lunedì prossimo uno stop di 24 ore all’erogazione di esami e visite in regime Ssn. Sempre gli stessi i motivi dell’agitazione
Servono interventi in tema di responsabilità professionale, di polizze assicurative, riposi lavorativi, stabilizzazione dei troppi posti di lavoro attualmente precarizzati, ma anche occorre mettere un freno alla stretta del definanziamento del Ssn.
Sono online i prezzi di riferimento per beni e servizi del Ssn. A pubblicarli ieri l''Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, che ha concluso nei tempi previsti l''indagine commissionatale un anno fa dalla Manovra Tremonti
Entra nel vivo a Palazzo Chigi la messa a punto del decreto sulla spending review. Nodo centrale, discusso nella serata di ieri in un vertice a Palazzo Chigi convocato dal presidente del Consiglio, l’entità dei tagli
Riduzione della spesa farmaceutica e tagli immediati su appalti e convenzioni. Circa un miliardo di euro di risparmi previsto da...
La miniproroga dell''intramoenia allargata al 31 ottobre 2012 - decisa dal Consiglio dei Ministri in vista della scadenza prossima del 30 giugno 2012 - è il male minore rispetto all''approvazione di un testo più articolato che avrebbe portato per sempre in metà del paese alla libera professione dei medici pubblici negli studi privati». È il commento di Massimo Cozza, segretario della Cgil Medici, alla nuova proroga per il regime transitorio per la libera professione dei medici del servizio pubblico.
Una spesa sanitaria che è leggermente al di sotto della media Ocse (9,3% del Pil, contro il 9,5%) e che nel 2010 ha mostrato un rallentamento, passando da un tasso di crescita dell’1,9% tra il 2000 e il 2009, all’1,5% del 2010.
La spesa sanitaria del Ssn è destinata a ridurre la sua incidenza sul Pil, oggi del 7,1%, almeno fino al 2015 (6,9%), per presentarsi poi in risalita (anche se nel 2020 sarà ancora sotto i livelli attuali) fino ad arrivare al 7,3% del 2025 e all’8,4% del 205
«Mi lascia ben sperare che si tratta solo di una bozza e che non si sono avute conferme ufficiali, altrimenti sarebbe l'' ennesima manovra contro la farmaceutica». Commenta così il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, le indiscrezioni in merito al cosiddetto “decretone” sulla sanità.
Tagli alla spesa farmaceutica e agli acquisti di dispositivi e prestazioni ambulatoriali, riforma (con proroga) della libera professione intramoenia e responsabilità professionale del medico. Sono questi i temi sui quali si stanno rincorrendo le ipotesi
È pronto per essere pubblicato il primo luglio, secondo la scadenza imposta dalla manovra dell’anno scorso, il paniere con i prezzi di riferimento dei beni e servizi acquistati dal servizio sanitario «a maggiore impatto in termini di costo».
La spesa complessiva del Ssn ammonta, nel 2011, a 112,889 miliardi di euro, con un aumento rispetto all’anno precedente dell’1,4% (contro una crescita dell’1,1% nel 2010 e del 2,8% nel 2009). In contrazione i costi per la farmaceutica e quelli per il personale.
Qualche margine di risparmio in sanità esiste, ma in questa prima fase sono esclusi interventi sui ticket, anche se un accordo, insieme con le Regioni, ci sarà: quello a cui si sta lavorando è disinnescare possibili azioni nel 2014 e trovare modalità più eque.
«Era da quattro anni che lavoravamo per arrivare a questo». Enrico Reginato, vicepresidente della Fems (Federazione europea medici salariati) e...
Nessun intervento traumatico per il Ssn nella spending review. Il che significa che le cifre non «si possono recuperare nuovi ticket», ma «con qualche riequilibrio del sistema», compreso «il personale», che «in alcune strutture pubbliche è in sovraffollamento».
Meno esami e visite mediche per il 59% degli italiani, mentre il 79% dei cittadini ritiene che la crisi possa minare la salute e il benessere. A scattare la fotografia un sondaggio promosso da “Il ritratto della salute".
Non conferma e non smentisce il ministro della Salute, Renato Balduzzi, l''ipotesi di taglio di un miliardo di euro per la sanità nell''ambito del provvedimento sulla spending review.
Nelle regioni con piano di rientro, i cittadini hanno una percezione negativa della sanità regionale e sono molti quelli che pensano di farsi curare altrove mentre alcuni già lo hanno fatto
Non solo la spesa sanitaria, al netto della variazione dei prezzi, registra una flessione, in atto già da qualche anno, ma ha fatto segnare un aumento il gap con gli altri paesi Ue, come Francia e Germania, con un passaggio dal -16,9% del ’90 al 26,1% del 2011.
Sei scaglioni di reddito dei quali solo il primo potrebbe essere esente, mentre già dal secondo si potrebbe iniziare a pagare, per esempio, uno o due euro sui farmaci, da dieci a 180 euro in day hospital e da un minimo di dieci euro fino a 200 euro per i ricoveri ordinari.

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