I medici hanno a disposizione per la cura degli adulti compresse o altre formulazioni farmaceutiche a dosaggi differenti (ad esempio 250 e 500 mg per la maggior parte degli antibiotici e per alcuni analgesici). Ma questa ridotta disponibilità di differenti posologie per la maggior parte dei farmaci a disposizione consente...
La definizione delle competenze professionali è elemento di fondamentale importanza nell’attuale contesto sanitario in quanto i clinici si trovano oggi...
In una recente riflessione sulle funzioni che una rivista medico-scientifica può svolgere, Richard Smith – in passato ‘editor in chief’ del British Medical Journal – si pone la domanda se un giornale medico sia in grado di promuovere cambiamenti all’interno della comunità medica o della società nel suo insieme, o soltanto seguirli. La risposta che si dà a questo quesito è che una rivista medico-scientifica solo in limitati casi è in grado iniziare un cambiamento che diversamente non sarebbe avvenuto, ma ciò può capitare specialmente se più giornali medici si coordinano nelle loro pubblicazioni.
La riduzione dei tassi di riospedalizzazione è diventato un obiettivo di rilievo per i gestori della sanità perché questo fenomeno è frequente, fonte di costi elevati, molto variabile nelle differenti realtà sanitarie e, in teoria, almeno in parte prevenibile. La riduzione delle riospedalizzazioni potrebbe pertanto costituire una opportunità per migliorare le cure e ridurre i costi della sanità. Nella realtà americana si è per questo motivo deciso di penalizzare sotto il profilo economico gli ospedali con tassi di riospedalizzazione a 30 giorni peggiori di quanto atteso. Ciò ha stimolato le organizzazioni ospedaliere e le società scientifiche rappresentative dei professionisti ad investire risorse per cercare e/o implementare soluzioni a questo problema.
La decisione di inviare un paziente in consulenza è un fattore che condiziona la qualità delle cure, ma anche l’entità della spesa sanitaria. Infatti, i pazienti che vengono inviati in consulenza ad un medico specialista finiscono per generare una spesa sanitaria maggiore rispetto a quelli che restano in carico al medico delle cure primarie, e ciò anche dopo aggiustamento dei costi in base alle condizioni cliniche generali. Il ricorso a consulenze specialistiche, quando appropriate, migliora la qualità delle cure, ma un loro sovra-utilizzo rischia di aumentare i costi senza un reale beneficio. Nonostante il ruolo centrale che le consulenze occupano in un sistema sanitario, poco si conosce circa gli aspetti epidemiologici di questo fenomeno.
In passato le cure compassionevoli erano spesso l’unico trattamento disponibile per i pazienti con malattie avanzate. I progressi realizzati nelle scienze mediche offrono oggi nuove opzioni terapeutiche che permettono spesso di migliorare gli esiti clinici, ma che tuttavia rischiano - inavvertitamente - di allontanare i clinici dai pazienti in cura. Ne consegue che talvolta i pazienti ed i loro familiari possono rimanere esclusi da decisioni importanti e lasciati all’oscuro dei problemi medici presenti e delle relative scelte di trattamento.
La crescita insostenibile dei costi della sanità ha posto come priorità assoluta in molti Paesi la riduzione dei costi sanitari, pur mantenendo una buona qualità della assistenza. Molti sono i fattori che aumentano la spesa sanitaria: nuovi farmaci, devices, procedure varie ed esecuzione di test con tecnologie evolute. Le innovazioni biomediche sono spesso fattori chiave per migliorare gli outcome dei pazienti; tuttavia l’utilizzo di queste tecnologie mediche va effettuato in modo giudizioso valutando se i potenziali benefici giustificano i costi.
Negli ospedali, con l’obiettivo di ridurre al massimo gli errori medici, si è investito pesantemente sulla informatizzazione dei dati sanitari diffondendo nei reparti e negli ambulatori pc, smartphone, altri tipi di devices elettronici. Ma, come si verifica nella pratica clinica, ogni cura può produrre effetti collaterali negativi: in questo caso può capitare che medici e infermieri siano più orientati a guardare uno schermo elettronico e non i pazienti, e ciò anche durante episodi critici acuti. Può addirittura capitare che il personale sanitario, durante lo svolgimento della comune attività sanitaria utilizzi il sistema informatico per questioni personali
Le riserve di molti medici nei confronti della prescrizione di farmaci generici si fondano su dubbi riguardanti la loro effettiva equivalenza in termini di risposta clinica e sicurezza. Inoltre va considerato che i medici prescrivono farmaci la cui sicurezza ed efficacia viene garantita dall''AIFA, ente che ne autorizza l''immissione in commercio, con la conseguenza che se il farmaco risulta imperfetto (art. 443 CP) o contraffatto (art.440 CP) ne risponde l’azienda produttrice sempre che il medico dimostri la correttezza della sua condotta nella prescrizione.
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L’impatto dell’Intelligenza Artificiale (AI) e dei Big Data nel settore sanitario è innegabile. L’AI sta rivoluzionando la scoperta di farmaci, la...