Influenza, pneumococco e herpes zoster sono tra le vaccinazioni considerate particolarmente importanti per le persone con malattie reumatologiche. Con l'avvicinarsi della stagione autunnale, la Società Italiana di Reumatologia (SIR) richiama l'attenzione sulla prevenzione vaccinale e sulla necessità di programmare le vaccinazioni in base alla patologia, alle condizioni cliniche e alle terapie assunte dal singolo paziente.
Le persone con malattie reumatologiche, dall'artrite reumatoide al lupus, dalle spondiloartriti alle connettiviti, presentano infatti una maggiore suscettibilità alle infezioni e alle loro complicanze, anche in relazione all'impiego di terapie immunomodulanti e immunosoppressive.
«La prevenzione vaccinale non è un aspetto accessorio nella gestione delle nostre malattie, ma parte integrante del percorso di cura complessivo», afferma Andrea Doria, presidente della SIR. Secondo Doria, occorre superare sia l'idea che una malattia reumatologica rappresenti di per sé un motivo per non vaccinarsi, sia quella secondo cui, dopo l'inizio di una terapia immunosoppressiva, vaccinarsi non sia più possibile o utile.
Le raccomandazioni SIR sulle vaccinazioni nei pazienti con malattie reumatologiche, elaborate in conformità ai requisiti del Sistema Nazionale Linee Guida dell'Istituto Superiore di Sanità, indicano come particolarmente importanti le vaccinazioni contro influenza, pneumococco ed herpes zoster. A queste possono aggiungersi, in relazione all'età, alle condizioni cliniche e alla storia vaccinale, le altre vaccinazioni previste dal calendario dell'adulto.
«L'obiettivo è individuare, per ciascun paziente, quali vaccinazioni siano indicate e come programmarle nel modo più appropriato», spiega Fabrizio Conti, professore ordinario di Reumatologia alla Sapienza Università di Roma e direttore della UOC Reumatologia dell'AOU Policlinico Umberto I di Roma.
Un punto riguarda la gestione delle vaccinazioni nei pazienti che assumono farmaci immunomodulanti o immunosoppressivi. Secondo Conti, in queste condizioni la vaccinazione non è necessariamente controindicata e non è sempre necessario interrompere il trattamento. Per alcuni pazienti può essere opportuno programmare la vaccinazione prima dell'inizio della terapia; per altri può essere effettuata durante il trattamento, secondo le indicazioni del medico.
La SIR sottolinea quindi che non esiste una strategia vaccinale unica per tutti i pazienti con malattie reumatologiche. La scelta del vaccino e il momento della somministrazione devono essere valutati sulla base della malattia, delle condizioni cliniche e della terapia in corso, attraverso la collaborazione tra reumatologo e medico di medicina generale.
Il tema sarà approfondito il 22 settembre durante una diretta social organizzata dalla SIR per pazienti, caregiver, medici di famiglia e altri professionisti sanitari. L'incontro sarà dedicato alle vaccinazioni raccomandate, alla loro sicurezza ed efficacia e alla programmazione in rapporto alle terapie.