Età avanzata, malattie cardiovascolari, immunodepressione, patologie respiratorie croniche e malattie neurologiche sono tra i principali fattori associati al ricovero nei pazienti con influenza stagionale non severa. Nei casi gravi, infezioni batteriche secondarie, sepsi, danno renale acuto, malnutrizione ed età pari o superiore a 65 anni risultano invece tra i fattori maggiormente associati alla mortalità. È quanto emerge da una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata su The Lancet Respiratory Medicine e finanziata dall’Organizzazione mondiale della sanità per supportare l’aggiornamento delle linee guida cliniche sull’influenza.
I ricercatori hanno analizzato gli studi osservazionali pubblicati tra il 1° gennaio 2000 e il 30 ottobre 2025 che includevano pazienti di qualsiasi età con influenza stagionale confermata in laboratorio e riportavano stime aggiustate dell’associazione tra almeno un fattore di rischio e ricovero ospedaliero o mortalità per tutte le cause. Sono stati inclusi 63 studi, per un totale di 2.150.518 partecipanti.
Nei pazienti con influenza non severa, le evidenze con certezza moderata o alta hanno indicato tra i principali fattori associati al ricovero l’età avanzata, con un odds ratio di 1,72 per ogni incremento di dieci anni negli adulti, le malattie cardiovascolari, con OR 2,72, le condizioni di immunodeficienza o immunosoppressione, con OR 2,70, le malattie respiratorie croniche, con OR 2,24, e le patologie neurologiche, con OR 2,31. Tra gli ulteriori fattori associati figurano gravidanza, diabete e tumori.
Nei pazienti con influenza severa, l’associazione più elevata con la mortalità per tutte le cause è stata osservata per le infezioni batteriche secondarie, con OR 4,13. Seguono malnutrizione, con OR 3,29, sepsi, con OR 3,19, danno renale acuto, con OR 2,92, età pari o superiore a 65 anni, con OR 2,47, malattie cardiovascolari croniche, con OR 2,43, tumori, con OR 2,21, e patologie neurologiche croniche, con OR 2,08. Epatopatie, immunodeficienza o immunosoppressione e broncopneumopatia cronica ostruttiva sono risultate ulteriori condizioni associate alla mortalità.
Secondo gli autori, i risultati possono supportare una migliore stratificazione del rischio e strategie più mirate di prevenzione e trattamento dell’influenza stagionale. La revisione è stata condotta utilizzando il metodo GRADE per valutare la certezza delle evidenze ed è stata registrata nel database PROSPERO.