Sono 67 i casi confermati di febbre gialla, con 18 decessi, registrati in nove Paesi della regione africana dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) tra il 1° gennaio e il 12 ottobre 2026. La trasmissione prosegue soprattutto in alcune aree dell'Africa occidentale. Il 27 ottobre l'OMS ha valutato moderato il rischio sanitario a livello regionale e basso quello globale. I dati sono contenuti nell'ultimo aggiornamento Disease Outbreak News dedicato alla febbre gialla nella regione africana.
I Paesi interessati sono Burkina Faso, Camerun, Repubblica Centrafricana, Costa d'Avorio, Ghana, Guinea, Liberia, Nigeria e Togo. L'attività epidemica più recente si è concentrata in Burkina Faso, Costa d'Avorio, Ghana e Liberia, anche in aree prossime ai confini internazionali.
Secondo l'OMS, tra i principali fattori di rischio figurano le esposizioni professionali e ambientali, in particolare le attività svolte all'interno o in prossimità delle aree forestali, il lavoro nelle miniere e altre occupazioni all'aperto.
La frequente mobilità delle popolazioni attraverso i confini, la presenza di zanzare in grado di trasmettere il virus e le differenze nella copertura vaccinale contribuiscono ad aumentare il rischio di ulteriore trasmissione e diffusione geografica della malattia.
Nei Paesi coinvolti sono in corso interventi di risposta sanitaria, con il supporto dell'OMS e dei partner internazionali. Le attività comprendono il rafforzamento della sorveglianza epidemiologica, le indagini sui casi segnalati, gli esami di laboratorio e la ricerca attiva di ulteriori infezioni.
Sono previste anche iniziative di comunicazione del rischio e coinvolgimento delle comunità, insieme ad attività vaccinali nelle aree colpite e in quelle considerate a rischio.
La valutazione pubblicata il 27 ottobre distingue il rischio di sanità pubblica nella regione africana da quello su scala mondiale. L'OMS considera moderato il rischio regionale, mentre mantiene basso quello globale, pur richiamando l'attenzione sulle condizioni che possono favorire la circolazione del virus nelle aree interessate.