«Contro il Covid si vaccina solo il 7% della popolazione a cui noi consigliamo il vaccino, perché rischiano ancora oggi di prendersi quell'infezione e in forma grave». È il dato richiamato da Carlo Signorelli, docente di Igiene e Sanità pubblica all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva e past president della SItI, intervistato da Doctor33 dopo il 59° Congresso nazionale della Società italiana d'igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (SItI), tenutosi a Genova.
«Ci riferiamo agli anziani e ai soggetti fragili, cioè colpiti da altre patologie», precisa Signorelli. «Negli ultimi anni, nella mentalità collettiva del cittadino italiano c'è l'idea che il Covid non è più un problema, invece lo è come l'influenza, come le altre infezioni respiratorie tipiche dell'età avanzata».
Il confronto con la vaccinazione antinfluenzale evidenzia una differenza nell'adesione. «L'influenza continua a mantenere quella percentuale di adesioni che ormai da alcuni anni noi vorremmo avere al 75%, però negli anziani abbiamo più del 50%, che è un discreto risultato. Per il Covid c'è stato un crollo e non è solo italiano, è tipico di tutti i Paesi europei». Secondo Signorelli, i cittadini non percepiscono più il Covid come una minaccia per la salute e spesso rifiutano il vaccino anche quando viene offerto insieme a quello antinfluenzale.
Dal 2027 cambieranno intanto le modalità di acquisto dei vaccini. «Fino ad oggi la distribuzione dei vaccini per il Covid ha seguito una procedura di acquisto nazionale che è stata introdotta con l'emergenza e che si è protratta fino alla fine di quest'anno. Dal prossimo anno i vaccini Covid verranno acquistati dalle Regioni come tutti gli altri vaccini».
«Per il cittadino cambia poco», chiarisce Signorelli. Le Regioni, tuttavia, potrebbero scegliere formulazioni combinate contro influenza e Covid, «una sola iniezione, due coperture», oppure prodotti con minori necessità di conservazione a basse temperature. Le gare tra fornitori potrebbero inoltre consentire una riduzione dei prezzi. Resta però, sottolinea, il problema delle basse adesioni, che non dipende principalmente dalle modalità di acquisto.
Signorelli richiama anche l'importanza delle altre vaccinazioni raccomandate ad anziani e fragili, tra cui quelle contro pneumococco e herpes zoster, e auspica una maggiore disponibilità della vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale.
Dal congresso emerge infine un segnale positivo per la formazione in sanità pubblica. Le iscrizioni alle Scuole di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva sono salite dal 68% al 79,3% dei posti disponibili, con circa 420 nuovi immatricolati rispetto ai 320 precedenti.
«È una bella notizia per il Servizio sanitario nazionale perché la maggior parte degli specialisti in Igiene e Medicina preventiva andranno a colmare in questo momento i vuoti nel Servizio sanitario nazionale, sia sul territorio, dove viene svolta prevalentemente attività di prevenzione primaria e secondaria, sia nelle direzioni mediche degli ospedali».
Signorelli ricorda il ruolo dei medici di direzione sanitaria nella prevenzione delle infezioni ospedaliere e degli infortuni, nella gestione del rischio clinico e nel monitoraggio degli indicatori sanitari. «I medici di direzione sanitaria sono il motore invisibile dell'ospedale», osserva, confermando la disponibilità delle Scuole ad accogliere i nuovi specializzandi nel percorso formativo quadriennale.
Marco Malagutti