La Conferenza delle Regioni chiede al Governo e al Parlamento di aumentare ulteriormente le risorse destinate alla sanità nella legge di Bilancio 2027-2029. La posizione, approvata all'unanimità il 4 novembre durante una seduta straordinaria dei presidenti delle Regioni, arriva mentre anche la Società italiana dell'obesità (SIO) sollecita finanziamenti per garantire l'accesso alle cure ai pazienti con forme gravi della malattia e maggiori difficoltà economiche.
La Conferenza riconosce l'incremento del Fondo sanitario nazionale, che nel 2027 raggiungerà 146,3 miliardi di euro, oltre 3,5 miliardi in più. Secondo le Regioni, tuttavia, le risorse aggiuntive non compensano l'aumento della spesa sanitaria legato all'inflazione, ai rinnovi contrattuali e ai costi energetici.
«Nessuno intende disconoscere la realtà: i fondi per la sanità sono aumentati in questi anni di Governo Meloni. Il problema, semmai, è che la spesa corre più del finanziamento e con questa manovra di bilancio rischiamo di non riuscire più a garantire la copertura dei Lea», dichiara Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni.
Fedriga richiama le difficoltà già affrontate nel 2026 dalle amministrazioni regionali per assicurare i servizi sanitari con risorse proprie. La richiesta è di destinare al Fondo sanitario nazionale ogni eventuale disponibilità finanziaria che emergerà durante l'esame parlamentare della Manovra.
Sul versante dell'accesso alle cure, la SIO, dal canto suo, chiede un intervento specifico per i pazienti con obesità grave, a oltre un anno dall'approvazione della legge 149/2025, che ha riconosciuto l'obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante.
«Non chiediamo che lo Stato garantisca indistintamente a tutti i farmaci per l'obesità, ma che cominci a tutelare chi ne ha più bisogno», afferma Silvio Buscemi, presidente SIO e direttore del Centro per l'obesità del Policlinico di Palermo.
La richiesta si affianca all'interrogazione parlamentare presentata il 3 novembre dalla senatrice Elena Murelli (Lega), che sollecita l'inserimento dell'obesità tra le malattie croniche e invalidanti che danno diritto all'esenzione dalla partecipazione al costo delle prestazioni. L'atto chiede anche risorse aggiuntive per il fondo destinato alla prevenzione e alla cura della patologia.
Secondo le stime riportate dalla SIO, i costi diretti e indiretti dell'obesità ammontano a 13,6 miliardi di euro all'anno. La società scientifica valuta che un primo intervento sulla rimborsabilità, rivolto al 25% dei pazienti a maggiore rischio, circa 500.000 persone, potrebbe determinare risparmi futuri superiori a 1,6 miliardi di euro.