Le misure della Manovra 2027 per il personale infermieristico non rispondono alle richieste di valorizzazione economica della categoria. È la posizione espressa il 2 novembre dai sindacati Nursind e Nursing Up, che contestano l'entità e la destinazione delle risorse previste dal disegno di legge di Bilancio. Al centro delle critiche figurano le indennità, il trattamento del lavoro a turni e la necessità di interventi strutturali sulle retribuzioni.
Per Andrea Bottega, segretario nazionale del Nursind, la Manovra non prevede aumenti stipendiali adeguati per gli infermieri. Il sindacato contesta in particolare la mancata detassazione delle indennità legate al disagio del lavoro a turni e la destinazione degli 87 milioni di euro per le prestazioni aggiuntive del comparto, limitate alla riduzione delle liste d'attesa.
Secondo Bottega, questa impostazione non consente di utilizzare le prestazioni aggiuntive per compensare le carenze di personale nei reparti. Il segretario richiama inoltre la differenza tra il compenso dello straordinario, indicato in circa 21 euro lordi l'ora, e quello delle prestazioni aggiuntive, pari a 50 euro orari.
Critiche riguardano anche l'indennità di pronto soccorso. Secondo Nursind, l'aumento previsto dalla Manovra compenserebbe la riduzione di 100 euro lordi mensili che il sindacato attribuisce al contratto collettivo 2025-2027. Bottega segnala invece positivamente lo stanziamento di 100 milioni di euro per il contenzioso relativo ai buoni pasto non riconosciuti ai lavoratori turnisti.
Antonio De Palma, presidente nazionale di Nursing Up, chiede un intervento economico più ampio. Il sindacato propone almeno 500 milioni di euro aggiuntivi e strutturali per incrementare l'indennità di specificità infermieristica e quella delle altre professioni sanitarie dell'area non medica. A questi dovrebbero aggiungersi almeno 800 milioni per la dotazione iniziale di un Fondo perequativo nazionale degli infermieri, da incrementare progressivamente per avvicinare le retribuzioni italiane alla media europea.
«Sono due interventi distinti, che non devono assorbirsi reciprocamente. E non possono essere finanziati sottraendo risorse ad altri servizi già in difficoltà», sottolinea De Palma.
Nursing Up chiede inoltre un confronto tra Governo, Regioni e rappresentanze sindacali, fondato su coperture finanziarie e obiettivi verificabili. Il sindacato propone di affiancare agli stanziamenti un programma pluriennale per il personale e l'organizzazione dei servizi sanitari.
Per entrambe le organizzazioni, le misure della Manovra non sono sufficienti a migliorare l'attrattività della professione infermieristica e a trattenere il personale già in servizio nel Servizio sanitario nazionale.