Le prime risorse annunciate per la sanità nella manovra 2027 suscitano le critiche delle organizzazioni dei medici e della dirigenza sanitaria, che chiedono interventi strutturali sul personale, sui contratti e sull'assistenza territoriale. Le prese di posizione arrivano dopo l'approvazione del disegno di legge di Bilancio da parte del Consiglio dei ministri, mentre il ministro della Salute Orazio Schillaci conferma l'impegno del Governo per il Servizio sanitario nazionale.
«Anche con questa legge di bilancio confermiamo l'impegno del governo per la sanità e per i più fragili», dichiara Schillaci, sottolineando la continuità degli interventi realizzati negli ultimi quattro anni.
Di diverso avviso Anaao Assomed, che esprime preoccupazione per le cifre annunciate. Il segretario nazionale Pierino Di Silverio osserva che la spesa sanitaria continua a collocarsi intorno al 6,3% del Pil e giudica insufficienti le risorse per contrastare la carenza di personale e l'uscita dei professionisti dagli ospedali pubblici. Critiche anche alla proposta di un voucher sanitario per gli over 75, considerato un intervento temporaneo che, senza un rafforzamento dell'offerta pubblica, rischia di favorire il ricorso alle prestazioni private. Il sindacato attende il testo ufficiale della manovra e non esclude iniziative di mobilitazione.
La Federazione CIMO-FESMED concentra invece l'attenzione sulla destinazione dei finanziamenti. Secondo il presidente Guido Quici, mancano interventi strutturali per assumere personale, aumentare le prestazioni e ridurre le liste d'attesa. «Non conta solo quanto si stanzia, ma dove si mettono i soldi», è il giudizio espresso nel comunicato. Quici richiama inoltre il rischio che le risorse assegnate a livello nazionale non si traducano in un effettivo potenziamento dei servizi regionali.
Sul versante dell'assistenza territoriale, la Federazione italiana medici di medicina generale (FIMMG) chiede finanziamenti vincolati per il rinnovo dell'Accordo collettivo nazionale 2025-2027, incentivi fiscali per il personale degli studi medici e agevolazioni per i compensi collegati a obiettivi di prevenzione e presa in carico dei pazienti cronici. Il segretario generale Niccolò Biancalani sottolinea che il rafforzamento della medicina generale deve tradursi in risorse certe e misure strutturali, anche per favorire il ricambio generazionale.
Richieste specifiche arrivano anche dalla Fassid, che sollecita interventi per ridurre le differenze retributive tra dirigenza medica e dirigenza sanitaria non medica. Il coordinatore nazionale Giulio Argalia quantifica in 150 milioni di euro le risorse necessarie per affrontare la sperequazione relativa all'indennità di specificità. La Federazione richiama inoltre le questioni dei tempi di liquidazione del TFS, dei buoni pasto e della necessità di personale formato per le nuove strutture territoriali e la telemedicina.
Le organizzazioni annunciano attenzione al percorso parlamentare della legge di Bilancio, durante il quale chiedono modifiche e maggiori garanzie sulla destinazione delle risorse. Anaao Assomed e CIMO-FESMED precisano di attendere il testo ufficiale per una valutazione completa delle misure.