Favorire una gestione del diabete realmente centrata sulla persona richiede strumenti che aiutino pazienti e professionisti sanitari a costruire insieme percorsi terapeutici compatibili con la vita quotidiana. Per valutare questa possibilità, un trial clinico randomizzato ha esaminato l’efficacia di un “Agenda-Setting Kit” (ASK), un insieme di schede pensato per aiutare i pazienti a identificare e comunicare le proprie priorità durante la visita.
Lo studio, condotto presso un centro sanitario di New Haven, Connecticut, ha coinvolto 11 professionisti sanitari e 143 adulti con diabete di tipo 2 e valori di emoglobina glicata (HbA1c) superiori all’8%. I clinici sono stati assegnati casualmente a fornire le cure abituali oppure le cure abituali integrate con il kit ASK. Prima della visita, i pazienti del gruppo di intervento potevano selezionare fino a tre schede tra 14 disponibili, dedicate ai diversi aspetti della vita con il diabete e ai trattamenti correlati, per orientare la discussione con il medico.
L’obiettivo principale era verificare, dopo sei mesi, se l’intervento fosse in grado di ridurre l’impatto della malattia sulla vita quotidiana e migliorare il controllo glicemico. Sono stati inoltre valutati il carico terapeutico percepito, il distress correlato al diabete e la soddisfazione per la visita.
L’età media dei partecipanti era di 56 anni; il 60,8% era di sesso femminile e oltre il 60% aveva indicato lo spagnolo come lingua principale. Al termine del follow-up, i punteggi relativi all’intrusività della malattia sono risultati leggermente più favorevoli nel gruppo ASK rispetto al gruppo di controllo, ma senza differenze statisticamente significative. Analogamente, i livelli medi di HbA1c sono stati dell’8,8% nel gruppo di intervento e del 9,1% nel gruppo di controllo, una differenza insufficiente a dimostrare un beneficio clinicamente rilevante.
Anche gli endpoint secondari hanno mostrato risultati sostanzialmente sovrapponibili tra i due gruppi. Non sono infatti emerse differenze significative nel carico terapeutico percepito né nei livelli di distress associato al diabete. Unica eccezione è stata la soddisfazione dei clinici, che è risultata più elevata quando veniva utilizzato il kit ASK, mentre la soddisfazione dei pazienti si è mantenuta simile nei due gruppi.
Nel complesso, lo studio indica che l’impiego dell’Agenda-Setting Kit nelle cure primarie può rendere il colloquio clinico più soddisfacente per i professionisti sanitari, ma non si traduce in miglioramenti misurabili dell’adattamento delle cure ai bisogni del paziente né del controllo glicemico nell’arco di sei mesi. Secondo gli autori, saranno necessari studi più ampi per sviluppare strategie che non si limitino a identificare priorità e difficoltà dei pazienti, ma aiutino concretamente i clinici a intervenire su questi aspetti all’interno della pratica assistenziale.
JAMA Netw Open. 2026 Oct 1;9(10):e2639032. doi: 10.1001/jamanetworkopen.2026.39032.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42895748/