L'Italia è il Paese dell'Unione europea e dello Spazio economico europeo con il maggior numero di casi di morbillo registrati nei dodici mesi fino al 30 settembre 2026: 651, pari al 28% delle 2.325 infezioni notificate da 30 Paesi. Il dato emerge dal rapporto del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) del 30 ottobre. Nello stesso periodo, il 71,8% dei casi europei con stato vaccinale noto riguardava persone non vaccinate e il 16,7% soggetti che avevano ricevuto una sola dose.
In Italia i contagi risultano in aumento anche nel confronto con il 2025. Secondo l'analisi epidemiologica del Ministero della Salute, richiamata dall'agenzia Dire il 3 novembre, tra gennaio e maggio 2026 sono stati confermati 472 casi di morbillo, contro 322 nello stesso periodo dell'anno precedente. Altre 609 segnalazioni risultavano classificate come possibili o probabili.
L'incremento presenta differenze territoriali. I dati ministeriali riportati da Dire indicano che in Calabria i casi sono passati da 17 a 265, in Campania da 18 a 100 e in Toscana da sei a 49. Tra i casi segnalati nel 2026, l'età mediana è di 30 anni e la fascia maggiormente interessata è quella tra 15 e 39 anni, con 345 casi. L'incidenza più elevata riguarda invece i bambini sotto i quattro anni, con 49,4 casi per milione di abitanti.
Restano insufficienti le coperture vaccinali. Secondo i dati del 2024 riportati dal Ministero, la copertura nazionale è pari al 94,77% per la prima dose e all'84,45% per la seconda. Nessuna Regione o Provincia autonoma raggiunge per la seconda dose la soglia raccomandata del 95%. I valori più bassi sono registrati in Sicilia (67,88%), Campania (71,89%) e Provincia autonoma di Bolzano (73,69%).
La circolare ministeriale del 23 settembre 2026 raccomanda di potenziare i sistemi di sorveglianza, assicurare l'indagine epidemiologica tempestiva dei casi sospetti e la conferma di laboratorio. Prevede inoltre il rafforzamento delle campagne vaccinali mirate, con particolare attenzione ai giovani adulti non vaccinati e alle categorie a rischio, e delle attività di recupero della seconda dose. Il Ministero richiama anche il coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta nella comunicazione vaccinale.
Il morbillo è una malattia altamente contagiosa, con un numero di riproduzione di base compreso tra dodici e diciotto. Secondo il portale Epicentro dell'Istituto superiore di sanità, una persona infetta può trasmettere il virus da quattro giorni prima a quattro giorni dopo la comparsa dell'esantema. Le complicanze comprendono polmonite ed encefalite acuta, con rischi maggiori per i bambini sotto i cinque anni, le donne in gravidanza e le persone con deficit immunitario.
In Italia il calendario vaccinale prevede due dosi di vaccino contro il morbillo, somministrate a dodici mesi e a cinque anni di vita.