Il Sindacato Medici Italiani (SMI) chiede che la formazione obbligatoria sull'intelligenza artificiale prevista nell'ambito dell'educazione continua in medicina (ECM) sia garantita ai medici convenzionati senza costi individuali e con tempi riconosciuti e retribuiti. La richiesta è contenuta in una lettera inviata al ministro della Salute, nella sua qualità di presidente della Commissione nazionale per la formazione continua, resa pubblica il 3 novembre dalla segretaria generale del sindacato, Pina Onotri.
Al centro dell'iniziativa il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, che, secondo quanto riportato da SMI, stabilisce l'inclusione di percorsi di alfabetizzazione e formazione all'uso dei sistemi di intelligenza artificiale nell'aggiornamento dei professionisti sanitari. Alla Commissione nazionale è affidato il compito di definire, entro sei mesi, la percentuale dell'obbligo formativo individuale triennale da destinare a questi percorsi.
Secondo Onotri, la normativa lascia aperte tre questioni che riguardano gli oltre 37.000 medici di medicina generale convenzionati con il Servizio sanitario nazionale: le modalità di svolgimento della formazione, la copertura dei costi e il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali nelle decisioni.
Il sindacato osserva che, mentre per i dipendenti la formazione obbligatoria si svolge normalmente durante l'orario di servizio e a carico dell'azienda, per i convenzionati, in assenza di una disciplina specifica, potrebbe comportare attività di studio fuori dall'orario di assistenza e spese individuali. Il decreto prevede inoltre che le amministrazioni provvedano senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Smi chiede quindi che i percorsi Ecm sull'intelligenza artificiale siano erogati dal Servizio sanitario nazionale attraverso Regioni e aziende sanitarie, senza costi per i singoli professionisti. Il principio dovrebbe essere recepito in un nuovo accordo in Conferenza Stato-Regioni. Per i medici convenzionati, il tempo dedicato alla formazione dovrebbe essere riconosciuto e retribuito, secondo modalità da definire nell'Accordo collettivo nazionale.
Un'ulteriore richiesta riguarda la partecipazione delle organizzazioni sindacali alle decisioni sull'obbligo formativo. SMI sollecita audizioni presso la Commissione nazionale per la formazione continua e la Conferenza Stato-Regioni prima della definizione della quota triennale e del monte ore minimo.
Il sindacato propone inoltre contenuti formativi collegati alla pratica della medicina territoriale: strumenti di supporto alla diagnosi, gestione dei pazienti cronici, documentazione clinica, Fascicolo sanitario elettronico e spazio europeo dei dati sanitari. Particolare attenzione viene richiesta ai profili di responsabilità professionale nell'utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale.
Secondo il comunicato, il termine per definire la percentuale dell'obbligo formativo triennale e il monte ore minimo è fissato al 23 aprile 2027. SMI chiede che le rappresentanze dei medici convenzionati siano coinvolte nel confronto prima dell'adozione delle decisioni.