“È inaccettabile che un paziente che vive in una regione possa accedere a delle cure, ma vivendo in un’altra regione no”. Annamaria Colao, vicepresidente del Consiglio superiore di sanità e ordinaria di Endocrinologia all’Università Federico II di Napoli, intervistata da Doctor33 all’Health Journalism Forum, richiama l’attenzione sulle disuguaglianze territoriali nell’accesso alle cure, comprese quelle innovative. Il problema, precisa Colao, non è la regionalizzazione della sanità, ma la necessità di migliorarne l’organizzazione. “Le regioni conoscono meglio i loro territori e sono l’istituzione corretta” per rispondere ai bisogni di salute dei cittadini. Le criticità, tuttavia, possono riguardare anche aree diverse all’interno della stessa regione. “Bisogna analizzare regione per regione, ma anche microgeografia per microgeografia”, sottolinea, con particolare attenzione alle province, alle aree interne e alle comunità montane più difficili da raggiungere.
Per superare le barriere geografiche, Colao indica anche le opportunità offerte dalle tecnologie digitali, che possono favorire una maggiore vicinanza tra cittadini e servizi sanitari. Ma l’innovazione deve essere accompagnata dalla formazione: “Non possiamo dare per scontato che tutti sappiano utilizzare i meccanismi che oggi abbiamo nelle nostre tasche”. Da qui la necessità di educare i cittadini a un uso corretto del sistema sanitario, senza lasciare indietro le persone più fragili. “Il sistema sanitario è preziosissimo. Siamo uno dei Paesi più fortunati al mondo ad avere questo sistema sanitario”, afferma Colao, che richiama anche il valore dell’educazione alla prevenzione, da promuovere in ogni fase della vita. Un percorso che passa da alimentazione sana, attività fisica e stili di vita corretti, ma anche dalla responsabilità dei professionisti sanitari di aggiornarsi sulle nuove terapie e applicarle in modo appropriato a ogni singolo paziente.
Anna Capasso