Continuano ad aumentare nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo i casi di malattia invasiva da Haemophilus influenzae. Nel 2024 sono stati segnalati 5.856 casi confermati, contro 5.520 nel 2023 e 4.002 nel 2022. È il numero più alto registrato in un anno dall’avvio della sorveglianza europea nel 1996. Lo rileva il nuovo rapporto epidemiologico dell’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), pubblicato a settembre 2026.
Il tasso di notifica nell’Ue/SEE ha raggiunto 1,3 casi ogni 100.000 abitanti, rispetto a 1,2 nel 2023 e 0,9 nel 2022. Secondo ECDC, l’aumento osservato negli ultimi anni coincide con il ritorno, dopo la pandemia di Covid-19, dei consueti modelli di trasmissione delle infezioni respiratorie.
In Italia sono stati segnalati 339 casi nel 2024, con un tasso di 0,6 ogni 100.000 abitanti. Erano stati 315 nel 2023 e 191 nel 2022. Il valore italiano resta quindi inferiore alla media europea. HAEINF_AER_2024_Report
La distribuzione per età mostra due gruppi maggiormente interessati. L'incidenza più elevata è stata registrata nei bambini con meno di un anno, con 6,81 casi ogni 100.000 abitanti. Seguono gli adulti di almeno 65 anni, con 3,59 casi ogni 100.000. Gli over 65 hanno rappresentato il 58,8% di tutti i casi notificati.
Tra i 4.283 pazienti per i quali era disponibile l'informazione sulla presentazione clinica, la manifestazione più frequente è stata la polmonite, riscontrata nel 36% dei casi. Seguono la setticemia, con il 21%, e la meningite, con l'11%. L'esito era noto per 3.198 pazienti: sono stati registrati 269 decessi, corrispondenti a una letalità dell'8,4%. Negli over 65 la letalità ha raggiunto l'11,4%.
L'aumento complessivo non corrisponde però a una crescita analoga delle infezioni da Haemophilus influenzae di tipo b (Hib). Il sierotipo era disponibile per il 55% dei casi e, tra quelli tipizzati, i ceppi non capsulati rappresentavano l'82%. Il sierotipo b costituiva il 6%, pari a 191 casi, mentre il sierotipo f rappresentava il 5,7%.
ECDC sottolinea che la quota relativamente contenuta di Hib continua a riflettere l'effetto dei programmi vaccinali. Nel 2024 la copertura mediana nell'Ue/SEE per la terza dose del vaccino Hib era del 94%.
Per l'agenzia europea, l'aumento delle infezioni sostenute da ceppi non-b e non capsulati richiede di mantenere la sorveglianza e rafforzare la caratterizzazione dei sierotipi. Resta inoltre essenziale mantenere elevate le coperture vaccinali contro Hib nei bambini, insieme a strategie di protezione rivolte alle popolazioni adulte più vulnerabili.