Un nuovo modello contrattuale dal primo anno di specializzazione, una revisione delle retribuzioni e il superamento delle incompatibilità generalizzate. Sono alcune delle principali proposte contenute nella relazione tecnica elaborata dal Tavolo per la riforma della formazione medica specialistica e trasmessa al Ministero dell’Università e della Ricerca. Il documento costituisce la base tecnica per i successivi passaggi normativi, contrattuali e amministrativi della riforma.
Il Tavolo, istituito presso il Mur nel febbraio 2026 per volontà della ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, ha riunito i soggetti coinvolti nella formazione dei medici, nell’organizzazione dell’assistenza e nella specializzazione. La relazione raccoglie le proposte emerse dal confronto e individua priorità e strumenti per la fase attuativa.
Uno dei punti centrali riguarda il rapporto di lavoro degli specializzandi. La proposta prevede un nuovo modello contrattuale a partire dal primo anno, con tutele collegate alla contrattazione collettiva dell’Area Sanità. Resterebbe invece in capo all’Università la responsabilità degli obiettivi e delle modalità formative necessarie al conseguimento del titolo.
Il documento propone inoltre una revisione delle retribuzioni, prendendo come riferimento i principali sistemi europei, e il superamento delle incompatibilità generalizzate, nel rispetto della qualità della formazione e della sicurezza dei pazienti. Tra le altre priorità figurano il rafforzamento dei controlli sulle Scuole e dei sistemi di accreditamento, il riconoscimento professionale ed economico del tutoraggio e l’aggiornamento delle equipollenze.
«La relazione consegnata non chiude il processo: mette a disposizione del decisore politico una base tecnica condivisa, sulla quale potranno essere costruiti i successivi passaggi normativi, contrattuali e amministrativi», ha spiegato Antonio Mistretta, presidente del Tavolo. Secondo Mistretta, il confronto ha permesso di individuare punti di incontro tra soggetti con «responsabilità, prospettive e priorità differenti».
Sul coinvolgimento degli specializzandi è intervenuto Fabrizio Mattu, rappresentante nazionale dei medici specializzandi e componente del Tavolo. «L’istituzione del Tavolo ha consentito di portare fin dall’inizio nel confronto istituzionale le richieste che gli specializzandi avanzano da anni e di incidere direttamente sulla definizione delle priorità della riforma», ha dichiarato.
Per Mattu, la riforma deve tenere insieme «contratto, retribuzione, libertà professionale e qualità della formazione», superando i vincoli ritenuti non più adeguati senza compromettere la formazione e la sicurezza dei pazienti.
Con la consegna della relazione si apre ora la fase di traduzione delle proposte in eventuali interventi normativi, contrattuali e amministrativi. Il Tavolo continuerà a operare come supporto tecnico al Ministero. Le rappresentanze degli specializzandi seguiranno inoltre il successivo percorso parlamentare della riforma.