Rafforzare la collaborazione tra medici e farmacisti nella prevenzione, nella gestione delle terapie e anche nella continuità della prescrizione, mantenendo quest’ultima sotto il controllo del medico. È la prospettiva indicata da Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani (Fofi), durante la presentazione a Milano dello STADA Health Report 2026.
«Abbiamo bisogno di ragionare anche sulla possibilità che il farmacista, in sinergia con il medico, sotto il suo controllo e la sua egida, possa avere un ruolo anche nella continuità della prescrizione», ha affermato Mandelli. Il presidente Fofi ha precisato che «il farmacista non intende fare il medico e il medico non vuole fare il farmacista», indicando nella collaborazione tra professionisti la strada per affrontare i bisogni assistenziali sul territorio.
Sul tema della gestione delle terapie è intervenuta anche Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, richiamando la prescrizione elettronica prolungata. «Il medico prescrive la terapia per un periodo più lungo e il farmacista può dispensarla periodicamente secondo quanto stabilito dal medico. Questo potrebbe rappresentare un ulteriore passo avanti e una semplificazione». Secondo Racca, questo modello potrebbe contribuire anche all’aderenza terapeutica.
Un altro ambito di collaborazione riguarda la prevenzione. Lo STADA Health Report 2026 rileva che il 40% degli italiani ritiene di ricevere un buon supporto dal sistema sanitario su screening e consigli relativi agli stili di vita, rispetto al 46% della media europea. La valutazione positiva raggiunge invece il 59% per l’accesso ai farmaci, mentre scende al 23% per strumenti e servizi digitali come telemedicina e applicazioni. Il 43% degli intervistati dichiara inoltre che, disponendo di 100 euro aggiuntivi al mese, li destinerebbe a controlli preventivi.
Secondo Mandelli, la farmacia potrebbe contribuire a rendere più accessibili alcuni percorsi. «Con le società scientifiche e i medici si potrebbero mettere a punto programmi, per esempio di prevenzione cardiometabolica», ha spiegato, richiamando prestazioni già effettuabili in farmacia come il monitoraggio glicemico e l’Ecg. L’ipotesi indicata è quella di definire con le Regioni percorsi che coinvolgano anche i medici.
Racca ha richiamato l’esperienza della Lombardia, dove la collaborazione tra professionisti riguarda già programmi di screening e vaccinazione. «In Lombardia abbiamo un sistema che collega centri vaccinali, medici di medicina generale, pediatri e farmacie», ha spiegato. Un modello che, secondo la presidente di Federfarma Lombardia, potrebbe essere esteso anche al rapporto con le Case della comunità, mettendo in collegamento i diversi punti della rete ed evitando sovrapposizioni.
Sul rispetto delle competenze professionali è intervenuto anche Francesco Ferro Russo, di Fenagifar. Il ruolo del farmacista, ha spiegato, può riguardare l’intercettazione della domanda di salute e il raccordo con il medico, con possibili ambiti di collaborazione nella riconciliazione e nell’aderenza terapeutica e nella segnalazione di sintomi ed effetti collaterali.