L'ECDC rafforza il proprio impegno sul campo nella Repubblica Democratica del Congo, dove continua l'epidemia di Ebola causata dal virus Bundibugyo. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha annunciato l'invio questa settimana di due epidemiologi per sostenere la sorveglianza e la risposta all'epidemia, mentre le sue più recenti modellizzazioni confermano che il rischio di importazione del virus nell'Unione europea e nello Spazio economico europeo resta molto basso. La situazione nella Repubblica Democratica del Congo resta tuttavia critica. Secondo l'ultimo aggiornamento dell'Organizzazione mondiale della sanità, riferito al 13 settembre, i casi confermati complessivi erano 7.258, con 3.510 decessi, pari a una letalità del 48,4%. L'epidemia ha inoltre raggiunto una settima provincia, Sud-Ubangi, portando a 62 le zone sanitarie interessate. Ituri rimane il principale epicentro, ma la trasmissione continua anche in Nord Kivu e Haut-Uélé.
“L'ECDC sta aumentando la propria presenza sul campo per contribuire a una risposta efficace a questa epidemia, che ha già causato così tante vittime”, ha dichiarato la direttrice dell'ECDC Pamela Rendi-Wagner. I due epidemiologi si aggiungeranno agli esperti che il Centro ha già messo a disposizione dall'inizio dell'epidemia, a partire da maggio, a supporto dell'Africa CDC. In giugno l'ECDC aveva inoltre guidato una valutazione dei controlli in uscita negli aeroporti della Repubblica Democratica del Congo e dell'Uganda, mentre altri esperti sono stati inviati in Sud Sudan. Le nuove attività si svolgono sotto la guida del ministero della Salute della Repubblica Democratica del Congo e dell'OMS e sono coordinate dalla EU Health Task Force, in collaborazione con le autorità nazionali e i partner europei e internazionali. Sul fronte europeo, l'ECDC sottolinea che eventuali casi sporadici importati non possono essere esclusi, ma la probabilità di importazioni multiple indipendenti resta molto bassa, anche nello scenario più pessimista, nel quale il numero di casi nelle aree colpite dovesse continuare a crescere. Il modello considera la popolazione generale delle province di Ituri e Nord Kivu e non include operatori sanitari, personale di risposta all'epidemia e operatori umanitari di ritorno dalle aree colpite, che possono avere un'esposizione diversa e sono sottoposti a specifiche misure di controllo e monitoraggio.
L'ECDC ha comunque rafforzato le misure di preparazione degli Stati membri, mettendo a disposizione una checklist per verificare le procedure nazionali e la capacità di risposta in caso di importazione di un caso. Sono inoltre disponibili indicazioni per la valutazione del rischio dopo l'identificazione di un caso durante o dopo un volo, raccomandazioni sulle misure di prevenzione e controllo delle infezioni e indicazioni per i laboratori. L'epidemia in corso è causata dal virus Bundibugyo, una specie di Ebola per la quale, secondo l'OMS, non sono attualmente disponibili un vaccino o un trattamento specifico autorizzati. La risposta si concentra quindi su sorveglianza, individuazione e isolamento dei casi, tracciamento dei contatti, assistenza clinica, prevenzione e controllo delle infezioni e coinvolgimento delle comunità.