Un paziente affetto da morbo di Crohn veniva sottoposto a intervento chirurgico per un tumore al colon e a successiva chemioterapia adiuvante con Oxaliplatino e Capecitabina. Insorti acuti effetti collaterali (nausea e vomito), il malato veniva ricoverato e gli veniva applicato un catetere venoso centrale (CVC), da cui si sviluppava una grave infezione da Staphylococcus aureus sfociata in shock settico. L'infezione determinava oltre un mese di degenza e la successiva interruzione definitiva del trattamento chemioterapico. A distanza di tre anni si manifestava una recidiva tumorale che conduceva il paziente al decesso. La coniuge superstite incardinava un giudizio civile di risarcimento danni iure proprio e iure hereditatis, deducendo il nesso eziologico tra l'infezione da CVC, la sospensione della terapia e il decesso. I giudici di merito accoglievano la domanda limitatamente al solo danno da infezione, ritenendo legittima la sospensione della terapia. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della danneggiata, cassando la sentenza con rinvio. La decisione evidenzia l'illegittimità della recezione acritica della CTU a fronte delle contestazioni della CTP, l'omesso esame del diario clinico e l'operatività della vicinanza della prova in caso di cartella clinica incompleta.(Avv.Ennio Grassini - www.dirittosanitario.net)
Glossario giuridico essenziale
Iure proprio / Iure hereditatis: Il danno iure proprio è il pregiudizio sofferto direttamente dal familiare per la perdita del congiunto; il danno iure hereditatis è il diritto risarcitorio maturatosi in capo al defunto prima di morire e trasmesso agli eredi.
Principio della vicinanza della prova: Regola processuale secondo cui l'onere probatorio è imputato alla parte che si trova nella posizione più agevole per fornire la prova.