L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha prorogato fino ad agosto 2027 le raccomandazioni permanenti su mpox previste dal Regolamento sanitario internazionale. La decisione arriva dopo la nuova valutazione rapida del rischio condotta nell’agosto 2026, che ha confermato come moderato il rischio complessivo per la salute pubblica associato al focolaio multinazionale. Lo indica il 69° rapporto Oms sulla situazione epidemiologica, pubblicato il 14 settembre.
L’Oms continua a considerare il focolaio multinazionale di mpox un’emergenza classificata. Nuovi focolai vengono segnalati in diversi Paesi e ogni mese sono confermati oltre mille casi. L’Organizzazione invita quindi tutti i Paesi e i partner a mantenere la sorveglianza e la notifica dei casi, insieme alle attività coordinate di preparazione e risposta.
Tra gli aggiornamenti contenuti nel rapporto figura anche la circolazione del clade Ib del virus mpox. Italia, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Portogallo, Svizzera e Regno Unito hanno segnalato una trasmissione comunitaria del clade Ib, anche tra uomini che hanno rapporti sessuali con uomini. Cile e Ungheria hanno invece riportato per la prima volta casi di mpox dovuti al clade Ib.
Secondo l’Oms, la trasmissione di mpox continua a interessare popolazioni chiave principalmente attraverso la trasmissione sessuale, alla quale possono seguire la diffusione all’interno dei nuclei familiari e focolai nelle comunità. Tutti i cladi del virus mpox continuano a circolare.
A luglio 2026, 32 Paesi appartenenti a quattro regioni Oms hanno segnalato complessivamente 1.370 casi confermati e sette decessi, con una letalità dello 0,5%. Circa tre quarti dei casi sono stati registrati nella Regione africana. Madagascar, Angola, Cina, Repubblica Democratica del Congo e Kenya sono stati i Paesi con il maggior numero di casi nel mese.
Nelle sei settimane comprese tra il 6 luglio e il 16 agosto, undici Paesi africani hanno segnalato una trasmissione attiva, con 1.153 casi confermati e sette decessi, pari a una letalità dello 0,6%. Madagascar, Angola, Kenya, Repubblica Democratica del Congo e Camerun hanno registrato il maggior numero di casi nel periodo.
Il rapporto segnala infine l’avvio, il 27 agosto ad Addis Abeba, di un’iniziativa globale per migliorare l’accesso ai vaccini contro mpox. Il nuovo meccanismo consente ai Paesi di richiedere vaccini per la risposta ai focolai attraverso l’International Coordinating Group on Vaccine Provision.