L’epidemia di Ebola causata dal virus Bundibugyo continua a espandersi nella Repubblica Democratica del Congo. Al 7 settembre sono stati segnalati 6.757 casi confermati e 3.267 decessi, con un tasso grezzo di letalità del 48,3%. Lo riferisce l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel nuovo Disease Outbreak News pubblicato il 10 settembre.
Rispetto al precedente aggiornamento del 28 agosto, l’epidemia ha raggiunto un’ulteriore zona sanitaria, Kayna, nel Nord Kivu. Sono ora 61 le zone sanitarie interessate, distribuite in sei delle 26 province del Paese: Bas-Uélé, Haut-Uélé, Ituri, Nord Kivu, Sud Kivu e Tshopo.
Secondo l’Oms, la dinamica della trasmissione rimane variabile nelle diverse aree interessate, con una continua espansione geografica e un aumento sostenuto dei casi in alcune zone. I dati disponibili al 6 settembre indicavano ancora l’Ituri come principale focolaio dell’epidemia, con una trasmissione rilevante anche nel Nord Kivu e nell’Haut-Uélé.
L’elevato tasso di letalità, sottolinea l’Organizzazione, evidenzia la gravità dell’epidemia e le persistenti difficoltà nell’individuazione tempestiva dei casi, nell’accesso precoce a un’assistenza adeguata e nell’interruzione delle catene di trasmissione.
In particolare, il ritardo nell’identificazione dei casi continua ad aumentare il rischio di ulteriore diffusione dell’infezione all’interno delle famiglie e delle comunità e nelle strutture sanitarie. Le condizioni nelle aree interessate rendono inoltre complessa la risposta all’epidemia. L’Oms aveva già segnalato tra le criticità l’insicurezza, gli spostamenti della popolazione, la limitata capacità sanitaria e le difficoltà nella sorveglianza e nel tracciamento dei contatti.
L’epidemia da virus Bundibugyo è stata dichiarata il 15 maggio 2026. Due giorni dopo, il direttore generale dell’Oms l’ha classificata come emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale.
L’attuale epidemia ha assunto dimensioni superiori ai precedenti episodi causati dal virus Bundibugyo. L’Oms aveva già rilevato ad agosto che il numero dei casi confermati aveva superato il totale dei casi pubblicati per le precedenti epidemie di Ebola registrate complessivamente nella Repubblica Democratica del Congo, pur sottolineando le differenze nelle definizioni e nelle classificazioni utilizzate nel tempo.