A 25 anni dagli attentati dell’11 settembre 2001, oltre 10.000 membri del Fire Department of New York (FDNY) coinvolti nelle operazioni al World Trade Center hanno almeno una patologia fisica certificata come correlata all’esposizione. Tra le condizioni figurano malattie delle basse e alte vie respiratorie, reflusso gastroesofageo e tumori. I dati emergono dal rapporto sui 25 anni di monitoraggio, trattamento e ricerca del FDNY World Trade Center Health Program, pubblicato dal sindaco di New York Zohran Kwame Mamdani e dalla commissaria FDNY Lillian Bonsignore.
Il programma segue vigili del fuoco, paramedici, ufficiali, civili, pensionati e altri membri del dipartimento che parteciparono alle operazioni di soccorso e recupero. Più di 15.000 membri FDNY furono esposti per oltre dieci mesi a polveri, particolato, gas, sostanze chimiche e fibre provenienti dal World Trade Center.
Sono 10.562 i partecipanti con almeno una patologia fisica certificata. Altri 4.496 hanno almeno una condizione di salute mentale riconosciuta. Il numero di persone che riferisce sintomi di disturbo da stress post-traumatico e depressione è diminuito rispetto al periodo immediatamente successivo agli attentati.
Un capitolo riguarda i tumori. Attualmente 4.257 membri del programma FDNY hanno una certificazione oncologica. Il carcinoma cutaneo non melanoma è il più comune, seguito dal tumore della prostata. Secondo il rapporto, l’86% dei soccorritori del World Trade Center con diagnosi di tumore è vivo a cinque anni dalla diagnosi, rispetto al 63% dei residenti dello Stato di New York non esposti al World Trade Center con diagnosi degli stessi tumori. Oltre l’84% dei soccorritori iscritti continua a partecipare al programma.
Più ampia è la popolazione seguita dal World Trade Center Health Program federale. Secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention citati da Reuters, il programma fornisce assistenza per patologie correlate all’11 settembre a oltre 150.000 soccorritori e persone che vivevano, lavoravano o studiavano nell’area interessata. Al 30 giugno erano state rilasciate circa 85.000 certificazioni per condizioni di salute correlate al World Trade Center: circa la metà era associata all’inalazione o ingestione di polveri tossiche e circa il 30% riguardava tumori. Più di 9.000 persone seguite dal programma sono morte dal 2001, anche se non è possibile stabilire quale ruolo abbia avuto l’esposizione dell’11 settembre in tutti i decessi.
I nuovi dati arrivano mentre l’amministrazione Mamdani ha aperto il primo portale pubblico della città dedicato ai documenti sull’11 settembre. L’8 settembre sono state pubblicate circa 170.000 pagine relative, tra l’altro, alla qualità dell’aria, ai rischi sanitari e alla risposta delle autorità. Tra i materiali figurano le cosiddette “68 scatole”, individuate nel 2025 nonostante precedenti richieste di accesso agli atti. Altri documenti saranno pubblicati progressivamente nei prossimi 12 mesi.
Secondo quanto riportato da Adnkronos Salute, sulla base della ricostruzione della Cnn, le carte contengono informazioni sui livelli di amianto nell’aria, su una contaminazione da piombo e sull’utilizzo dei respiratori tra i soccorritori. L’amministrazione di New York sostiene che i documenti permettano di ricostruire ciò che le autorità conoscevano sui rischi dell’aria intorno a Ground Zero.
Il rapporto FDNY sottolinea l’importanza del monitoraggio sanitario precoce e continuativo e di un’assistenza integrata per le conseguenze fisiche e psicologiche dell’esposizione. Le evidenze raccolte hanno contribuito anche all’approvazione del James Zadroga 9/11 Health and Compensation Act nel 2010, alla sua riautorizzazione nel 2015 e al finanziamento previsto nel 2026 per garantire la prosecuzione dell’assistenza a soccorritori e sopravvissuti.