La Regione Sicilia ha istituito una task force per il monitoraggio dei casi di difterite e per il potenziamento delle vaccinazioni pediatriche sul territorio regionale. Il provvedimento è stato firmato dall'assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, con apposito decreto. L'iniziativa arriva a pochi giorni dalla morte di Anna Rosa Bartolotta, la bambina di 4 anni e mezzo deceduta nella notte tra il 20 e il 21 agosto all'Ospedale dei Bambini di Palermo per difterite — una malattia prevenibile con vaccino obbligatorio dal quale la piccola, figlia di genitori no vax residenti nel quartiere Zen, era rimasta esclusa.
«Gli episodi recenti ci impongono di intervenire in maniera ancora più mirata e tempestiva per salvaguardare la salute dei nostri bambini. Le istituzioni hanno il dovere di fare tutto ciò che è possibile per tutelarli. Per questo, abbiamo voluto coinvolgere esperti del settore, con l'obiettivo di rafforzare le strategie regionali di prevenzione e aumentare le coperture vaccinali», ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
Il gruppo di lavoro monitorerà l'evoluzione del sospetto cluster epidemico di difterite e predisporrà un piano di interventi straordinari per limitare l'eventuale circolazione del batterio. Proporrà inoltre iniziative per raggiungere la copertura ottimale per le vaccinazioni obbligatorie e per quelle del Piano vaccinale regionale nella fascia 0-24 mesi, ma anche per le coperture riferite al primo richiamo vaccinale previste per la fascia 5-6 anni, legate all'accesso alla prima classe della scuola primaria.
Particolare attenzione sarà dedicata alle vaccinazioni contro il morbillo, alla luce di un aumento della circolazione del virus segnalato dall'Istituto Superiore di Sanità e dai bollettini epidemiologici nazionali. Il mandato della task force assume quindi una valenza più ampia rispetto all'emergenza difterite: l'obiettivo dichiarato è quello di affrontare strutturalmente il problema delle coperture vaccinali pediatriche insufficienti in alcune aree della regione, partendo da un caso che ha reso evidente — con il costo di una vita — le conseguenze concrete del mancato rispetto del calendario vaccinale obbligatorio.
Sul fronte epidemiologico, l'indagine dell'ASP 6 di Palermo ha nel frattempo identificato dieci casi positivi alla difterite tra i familiari e i contatti stretti della bambina, con l'obiettivo di individuare il paziente zero e contenere un eventuale allargamento del cluster. I genitori di Anna Rosa sono indagati dalla Procura dei Minori per omicidio colposo.
Il caso di Palermo si inserisce in un contesto nazionale che impone attenzione: coperture vaccinali in calo o eterogenee per fascia d'età e territorio, reinserimento scolastico imminente con possibile aumento dei contatti tra bambini, e una circolazione virale di morbillo in crescita documentata dall'ISS. Per pediatri, medici di famiglia e operatori di sanità pubblica il messaggio operativo è chiaro: il primo rientro utile in ambulatorio è anche l'occasione per verificare lo stato vaccinale dei propri assistiti, con particolare attenzione ai richiami della fascia 5-6 anni e ai bambini non ancora immunizzati nella fascia 0-24 mesi.