La Commissione europea ha autorizzato l’immissione in commercio di JASCAYD® (nerandomilast), nuovo trattamento orale destinato ai pazienti adulti con fibrosi polmonare idiopatica (IPF) e fibrosi polmonare progressiva (PPF). Il farmaco rappresenta il primo inibitore preferenziale della fosfodiesterasi 4B (PDE4B) approvato nell’Unione europea e introduce un nuovo approccio terapeutico con un duplice potenziale effetto antifibrotico e immunomodulatore.
L’approvazione si basa principalmente sui risultati degli studi clinici di fase III FIBRONEER-IPF e FIBRONEER-ILD, che hanno valutato l’efficacia e la sicurezza di nerandomilast in pazienti con IPF e con PPF, due condizioni caratterizzate da progressiva perdita della funzione polmonare, peggioramento dei sintomi respiratori e prognosi severa.
La fibrosi polmonare idiopatica è una malattia cronica e progressiva nella quale il tessuto polmonare va incontro a un processo irreversibile di cicatrizzazione, con conseguente riduzione degli scambi gassosi e deterioramento della capacità respiratoria. La fibrosi polmonare progressiva comprende invece un gruppo eterogeneo di interstiziopatie polmonari fibrosanti che, indipendentemente dalla causa iniziale, presentano un andamento clinico simile a quello dell’IPF con progressione della fibrosi nel tempo. Gli attuali trattamenti antifibrotici disponibili hanno dimostrato di rallentare il declino funzionale, ma rimane elevato il bisogno di nuove opzioni terapeutiche caratterizzate da efficacia, tollerabilità e possibilità di mantenere il trattamento nel lungo periodo.
Nerandomilast agisce attraverso l’inibizione preferenziale della PDE4B, un enzima coinvolto nei processi infiammatori e fibrotici. Il blocco selettivo di questo pathway mira a modulare l’attività delle cellule immunitarie e dei fibroblasti, riducendo i meccanismi alla base della deposizione eccessiva di matrice extracellulare responsabile della progressione della fibrosi.
Negli studi FIBRONEER, il trattamento con nerandomilast ha dimostrato di rallentare il declino della funzionalità polmonare negli adulti con IPF e PPF, valutato attraverso la variazione della capacità vitale forzata (FVC), parametro utilizzato come indicatore della progressione della malattia. I risultati hanno evidenziato un beneficio clinicamente rilevante rispetto al controllo, confermando il potenziale del farmaco nel modificare il decorso delle patologie fibrosanti polmonari.
Un elemento rilevante emerso dagli studi clinici riguarda il profilo di sicurezza e tollerabilità. Nerandomilast ha mostrato un’incidenza di interruzioni del trattamento in monoterapia simile a quella osservata nei pazienti trattati con placebo, suggerendo un profilo favorevole rispetto alla gestione a lungo termine della terapia.
“Con JASCAYD, i medici della UE ottengono finalmente una nuova opzione terapeutica attesa da molto tempo per i pazienti con IPF e PPF che è efficace, presenta un profilo di sicurezza ben consolidato e che potrebbe favorire l’aderenza nel lungo termine”, ha dichiarato Shashank Deshpande, Presidente del Consiglio di amministrazione e Responsabile della divisione Human Pharma di Boehringer Ingelheim.
L’approvazione europea di nerandomilast amplia quindi lo scenario terapeutico per le malattie polmonari interstiziali fibrosanti, introducendo un meccanismo d’azione differente rispetto agli antifibrotici attualmente disponibili. Il farmaco potrebbe rappresentare una nuova opportunità soprattutto per quei pazienti nei quali la progressione della malattia richiede un trattamento prolungato e ben tollerato.
Resta centrale, tuttavia, la necessità di una diagnosi precoce. La perdita di funzione respiratoria nelle fibrosi polmonari progressive può essere significativa già nelle fasi iniziali della malattia e il riconoscimento tempestivo dei pazienti candidabili al trattamento rimane un elemento determinante per ottimizzare gli esiti clinici.
L’introduzione di nerandomilast nell’Unione europea segna dunque un nuovo passaggio nello sviluppo delle terapie per IPF e PPF, con l’obiettivo di rallentare la progressione della fibrosi e migliorare la gestione a lungo termine di condizioni ancora associate a un importante impatto sulla sopravvivenza e sulla qualità di vita dei pazienti.