Le immatricolazioni universitarie continuano a crescere in Italia e l'Università di Milano-Bicocca si conferma al primo posto nella classifica Censis dei corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia. È quanto emerge dalla Classifica Censis delle Università italiane 2026-2027, che registra anche un incremento dello 0,9% degli immatricolati agli atenei tradizionali nell'ultimo anno accademico e del 19,8% nell'ultimo decennio. I dati derivano dalle elaborazioni del Censis sui dati provvisori dell'Anagrafe nazionale degli studenti universitari.
La crescita delle immatricolazioni non è uniforme sul territorio nazionale. Gli atenei del Centro registrano l'aumento più marcato (+2,3%), seguiti dal Nord-Ovest (+0,8%), dal Nord-Est (+0,4%) e dal Mezzogiorno e dalle Isole (+0,2%).
Tra gli immatricolati prevalgono ancora i diplomati dei licei, pari al 57,9% del totale. Continua inoltre ad aumentare la presenza degli studenti internazionali, che rappresentano oggi il 6,7% delle nuove immatricolazioni rispetto al 2,5% dell'anno accademico 2015-2016. Circa il 70% proviene da Paesi extraeuropei, in particolare dall'Asia (30,6%) e dall'Africa (28,3%).
Per quanto riguarda i corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia, la graduatoria Censis vede al primo posto Milano-Bicocca con 110 punti, davanti all'Università di Pavia (107) e all'Università di Bologna (97,5). Completano le prime cinque posizioni l'Università di Padova (96,5) e l'Università degli Studi di Milano (93,5). Nelle prime dieci figurano anche Foggia, Perugia, Modena e Reggio Emilia, Parma e Trieste.
La classifica generale degli atenei conferma invece, tra i mega atenei statali con oltre 40.000 iscritti, il primo posto dell'Università di Padova, seguita dall'Università di Bologna. Sale al terzo posto la Sapienza Università di Roma, davanti all'Università di Pisa, mentre seguono l'Università degli Studi di Milano e l'Università di Firenze.
La Classifica Censis delle Università italiane 2026-2027 valuta annualmente gli atenei statali e non statali sulla base di indicatori relativi a strutture, servizi, borse di studio, internazionalizzazione, comunicazione digitale e occupabilità. L'edizione di quest'anno comprende complessivamente 70 graduatorie, elaborate a partire da oltre 960 variabili, incluse quelle dedicate ai singoli corsi di laurea.